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    Blog notizie

    Il Bartolo al teatro di Siracusa
    pubblicato il 25/07/2021

    Quando il Dirigente mi ha proposto di consentire l’accesso gratuito al teatro greco di Siracusa per la stagione in corso a chiunque lo volesse tra alunni e docenti, grazie ai finanziamenti previsti dal M.I.U.R. per il Piano scuola per l’estate 2021, non credevo che in tanti avrebbero risposto e… nemmeno lui.

    Che il 20 luglio, nel pieno dell’estate, si potesse scegliere tra i ragazzi di assistere alla rappresentazione delle Baccanti è la risposta alle idee demolitrici sui giovani del nostro tempo. Una risposta di sensibilità per la cultura classica, che, di anno in anno, si rafforza nel nostro istituto, ma soprattutto una risposta alla distanza impostaci dall’emergenza pandemica: è la voglia di stare insieme, di condividere esperienze “in presenza”, di esserci in contesti unici e scenari irripetibili.

    Nel silenzio di una spettacolare cavea al tramonto, alcuni, tra l’altro, per la prima volta, abbiamo scoperto una scenografia imponente, roboante, audace e travolgente. D’un colpo anche noi, sui sedili di pietra, siamo stati circondati da Menadi folli e abbiamo sussultato ai loro ritmi battenti e, trepidanti, le abbiamo viste librarsi nell’aria, tenute strette da funi.

    E ci siamo emozionati, insieme, pur con le nostre mascherine sul volto, l’esito di un tampone negativo prima di partire, il green pass salvato sul cellulare e pur essendo sul settore più in alto e più distante dall’orchestra.

    Ma ci siamo stati e siamo stati tanti e ci siamo scambiati sguardi di approvazione e di gioia ritrovata e abbiamo applaudito con fragore e instancabilmente ritrovati ed entusiastici attori e siamo tornati a casa appagati e con la sensazione di aver partecipato a un evento significativo, di cui parlare e serbare memoria, tra quelle finalmente rivissute.

    E grazie alla Scuola, che, nell’emergenza, ci ha fisicamente divisi e che, ora, si impegna a unirci… anche d’estate.

    Ma, questa è un’estate speciale.

    Prof.ssa Stefania Luciano

     


    Il Bartolo conquista un premio speciale alla finale nazionale JA 2021
    pubblicato il 04/06/2021

    Ha conquistato il premio speciale di Citi Foundation “Client Focus Award” alla finale nazionale di JA Impresa in Azione l’idea “EcoOzon” delle classi V B e V D dell’ Itis dell’istituto superiore “Michelangelo Bartolo” di Pachino.

    Gli studenti Gabriele Andolina, Danny Fiorilla, Giorgio Di Rosa, Giorgio Di Mauro, Vincenzo Sgandurra, Damiano Garofalo, Suwin Ganarachchi Mendia, guidati dall’insegnante Sebastiano Giannitto hanno proposto un ozonizzatore. Il dispositivo è in grado di ridurre cariche fungine e batteri nei prodotti agroalimentari freschi e durante il confezionamento automatizzato riducendo lo spreco alimentare, ma anche di inattivare i virus e sanificare l’ambiente. Può essere utilizzato anche in agricoltura, in alternativa a pesticidi e prodotti chimici evitando gli effetti collaterali dannosi alla salute e non ecosostenibili.
    L’idea di business degli studenti pachinesi e Agridron della V B dell’istituto “Mario Rutelli” di Palermo, hanno superato la fase regionale dell’edizione 2020/21 di Skills for the Future, che ha previsto 3 sfide del settore agro-alimentare: “Food losses and/or waste”, la lotta allo spreco alimentare e “Agriculture 4.0”, ovvero le innovazioni tecnologiche in ambito agricolo, “Healthy nutrition and prevention of non-communicable diseases”, per trovare soluzioni per contribuire a una nutrizione salutare per prevenire malattie non trasmissibili.

    Successivamente EcoOzon è approdata alla finalissima nazionale di Impresa in Azione, il programma di imprenditorialità e sviluppo competenze trasversali di Junior Achievement Italia svoltasi giovedì 3 giugno, aggiudicandosi l’importante riconoscimento con la motivazione: “Per la capacità di rispondere in modo innovativo a un bisogno attuale per ciascuno di noi”.
    I ragazzi pachinesi si sono confrontati con altri 15 mila studenti provenienti da tutta la penisola e la loro idea “EcoOzon” ha sfidato le altre 220 incassando il parere positivo della giuria nazionale durante l’evento finale, in cui è intervenuto il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani.

    “EIT Food è fiera di avere avuto il progetto ECO-OZON di Skills for the Future come finalista e vincitore di un premio speciale di Impresa in Azione. – ha dichiarato Mario Roccaro, responsabile del progetto per EIT Food – Questo risultato conferma la validità del nostro programma nel portare l’educazione all’impresa nella scuola come strumento per risolvere le sfide future del sistema Agro-alimentare. Inoltre, abbiamo assistito alla crescita di futuri talenti che ora credono nelle loro capacità creative e hanno stimolato la loro abilità di trovare soluzioni a un problema. Ci auguriamo, altresì, di aver motivato gli insegnanti coinvolti a continuare ad istruire i futuri talenti verso l’educazione all’impresa in una regione con tradizione agro-alimentare ma modesta capacità di innovazione”.
    “Neanche la pandemia ha fermato le studentesse e gli studenti coinvolti in questo progetto – ha dichiarato il presidente di JA Italia Antonio Perdichizzi -, dimostrandoci come l’innovazione e l’entusiasmo possano superare qualsiasi limite o barriera. In ogni mini-impresa troviamo l’applicazione concreta di tutte quelle conoscenze imprenditoriali acquisite durante l’affiancamento al percorso scolastico e ritroviamo quell’impegno e quella dedizione messa a disposizione tanto dai docenti e dai volontari provenienti dalle nostre aziende partner che sono rimasti sempre accanto ai ragazzi e alle ragazze anche a distanza”

    Fonte: pachinonews.it

     

    EIT
    European Institute of Technology (EIT) è un organismo creato dall’Unione Europea nel 2008 che opera tramite le Comunità della Conoscenza e dell’Innovazione (CCI) per esempio EIT Food. Le CCI sono partenariati pan-europei dinamici e di lungo periodo tra aziende leader, laboratori di ricerca e imprese, ognuna dedicata alla ricerca di soluzioni per una sfida settoriale globale specifica, al fine di rafforzare la capacità d’innovazione dell’Europa.
    Junior Achievement (JA) Italia, partner italiano del progetto, collaborerà con EIT Food, il consorzio pan-Europeo che si occupa di imprenditorialità e innovazione del settore food, per incoraggiare la prossima generazione di innovatori e imprenditori in Europa a trovare modi per costruire una società europea più sostenibile nel settore alimentare.

    JA Italia
    Junior Achievement è la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economico-imprenditoriale nella scuola. In 122 Paesi, la rete di JA riunisce oltre 465.000 volontari d’azienda provenienti da tutti i settori professionali e, con loro, raggiunge più di 10 milioni di studenti al mondo. Dal 2019, Junior Achievement è inserita da NGO Advisor al settimo posto nella classifica mondiale Top500NGO. Dal 2002, in Italia, ha costruito un network di professionisti d’impresa, fondazioni e istituzioni, educatori e insegnanti che, secondo logiche di responsabilità sociale e volontariato, forniscono strumenti e metodi didattici pratici e concreti. Grazie a loro, JA Italia ha formato nell’a.s. 2020/2021 oltre 130 mila giovani dai 6 ai 24 anni, valorizzandone le attitudini, insegnando loro come riconoscere le opportunità, affinché il futuro diventi una promessa di speranza e gli studenti di oggi siano protagonisti nel lavoro di domani. www.jaitalia.org

     

     


    Vittoria del Bartolo alla finale regionale di JA - EIT FOOD
    pubblicato il 20/05/2021

    Anche quest’anno, malgrado la grave crisi pandemica, l’Istituto “M.Bartolo” di Pachino è riuscito a distinguersi alla Fiera Digitale di Junior Achievement, la più vasta organizzazione no profit al mondo dedicata all’educazione economico-imprenditoriale nelle scuole, in collaborazione con EIT Food (European Institute of Innovation & Technology), un consorzio composto da oltre 50 partner di cui aziende leader, centri di ricerca e università, dislocati su 13 paesi, la cui vision è quella di mettere l' Europa al centro di una rivoluzione globale nell'innovazione e nella produzione alimentare ed evidenziare il suo valore nella società..

    La mini impresa “ECO-OZON JA” (costituita da 7 dei 24 ragazzi soci fondatori del Dipartimento di Elettronica) è riuscita a superare la finale regionale, riservandosi così un posto alla BIZ Factory 2021, la finale nazionale di Impresa in azione. Danny Mariajosee Fiorilla, Andolina Gabriele e Di Rosa Giorgio sono i tre studenti dell'ITIS che, hanno convinto la giuria presentando una idea imprenditoriale innovativa riguardante un ozonizzatore smart. Coordinati dal prof. Sebastiano Giannitto e dal coach Diego Mariani di ABB, hanno ricevuto i complimenti da una giuria di esperti nel settore imprenditoriale e tecnologico per “la capacità di trasmettere in modo molto incisivo lo spirito imprenditoriale credendo nelle potenzialità del proprio prodotto, conducendo una convincente ricerca di mercato che ne ha evidenziato l’utilità e gli sviluppi successivi, nel garantire ambienti e alimenti più sani".

    Come tutti gli altri ozonizzatori, Eco-Ozon è un dispositivo che trasforma l’ossigeno in ozono, ovvero un gas che per il suo alto potere ossidante a temperatura ambiente, è in grado di ripulire l’aria e acqua da muffe, lieviti e batteri, bloccando anche il meccanismo di riproduzione virale tipico dei virus rendendoli inermi. Queste sue capacità ne favoriscono l’utilizzo in numerose applicazioni in campo igienico-alimentare ed anche in agricoltura come disinfettante naturale e come conservante di alimenti. Tuttavia un uso improprio degli ozonizzatori può provocare pericolose intossicazioni da ozono e l’insorgenza di infezioni respiratorie. Il problema che questi ragazzi si sono posti è stato, di conseguenza, quello di trovare una soluzione per garantire la salute e la sicurezza degli utenti dotando questo tipo di dispositivi di sensori e componentistica per: tenere sotto controllo la concentrazione di ozono sprigionata; intervenire immediatamente in caso di incidenti accidentali; attivare il processo inverso di decomposizione dell’ozono in ossigeno; accelerare il tempo di fruibilità dei locali; garantire al contempo il tempo di conservazione di alimenti anche all’interno di un frigo o tramite trattamento pre-imballaggio; gestire il tutto da remoto tramite smartphone.

    Un ringraziamento va pure agli altri ragazzi per aver svolto, ciascuno nei propri ruoli, un buon lavoro di squadra. In particolare ai collaboratori: Di Mauro Giorgio. Vincenzo Sgandurra, Cappitta Stefano, Iacono Giuseppe, Ganarachchi Suwin Mendia e altri ancora. Considerando le condizioni critiche in cui tutti i ragazzi della mini impresa hanno saputo portare avanti il loro progetto, malgrado la grave crisi sanitaria che stiamo attraversando e che li ha visti impegnati per troppo tempo a casa senza l’uso di laboratori e relativa strumentazione, possiamo ben dire che il traguardo raggiunto ben rappresenta la giusta ricompensa alla loro tenacia e caparbietà come si evince dalle parole dello studente Danny Fiorilla: "Questa vittoria la dedichiamo a tutti gli studenti che per il covid hanno perso tutte le esperienze e le occasioni formative come questa: stare in contatto con i propri amici e vincere un evento del genere insieme è stata la prima vera emozione dopo tutti i mesi di limitazioni dovute alla pandemia. Dedichiamo inoltre questa vittoria al prof. Sebastiano Giannitto che ha messo corpo e anima per aiutarci nell'impresa che sicuramente porteremo avanti e svilupperemo".

    Un esempio da imitare sottolineato anche dalla soddisfazione del Dirigente scolastico Prof. Antonio Boschetti.

     

     


    Lo studente Alessandro Gambuzza vincitore del concorso AEDE
    pubblicato il 11/05/2021

    L’Europa che sarà, l’Europa che vogliamo: vocazione, sentimenti, valori fondanti, obiettivi della nostra Europa in un futuro prossimo”.

    E’questo il tema della XXXV edizione del Concorso Nazionale “Giuseppe Tramarollo”, “Ambasciatori d’Europa 2021”, bandito dall’ Association europeenne des enseignants - sezione italiana (AEDE), che ha visto l’ottima affermazione dell’alunno Alessandro Gambuzza della 5b del Liceo Scientifico, a cui è stato consegnato l’attestato di “AMBASCIATORE D’EUROPA” nel corso di una manifestazione online che ha visto il coinvolgimento di tutte le scuole premiate. Su 147 scuole partecipanti, 19 sono state premiate ex aequo dalla giuria della manifestazione.

                      IL PERCORSO DELL’UNIONE E LE SUE SFIDE

    L’Unione Europea è un grande sogno che incomincia a prendere vita all’indomani della Seconda guerra mondiale con l’obiettivo di promuovere innanzitutto la cooperazione economica, partendo dall’assunto che gli scambi commerciali tra Paesi producono interdipendenza economica e relazioni tali da ridurre il rischio di conflitti. Con questa prospettiva di cooperazione economica tra sei paesi nasce, nel 1958, la Comunità economica europea. Infatti, l’Unione è nata per attivare la ripartenza delle nazioni devastate economicamente e socialmente dal conflitto ed evitare che un’altra catastrofe si ripetesse. Col passare degli anni questi obiettivi sono stati perseguiti agendo in modo uniforme e intrecciando una fitta rete di rapporti economici fra le nazioni che in questo modo avevano interesse a non scontrarsi a vicenda.

    L’unione meramente economica è diventata, nel tempo, un’organizzazione attiva in numerosi settori diversi - clima, ambiente, salute, relazioni esterne e sicurezza, giustizia e immigrazione. Nel 1993 il sogno incomincia a diventare realtà: si passa dalla Comunità economica europea all’Unione Europea (UE), che ha contribuito a garantire più di mezzo secolo di pace, stabilità e prosperità, e ha introdotto una moneta unica europea, l’euro. Oltre 340 milioni di cittadini dell’UE, in 19 Paesi, attualmente usano l’euro come moneta di scambio. E la libera circolazione dei cittadini, grazie all’abolizione dei controlli alle frontiere tra i paesi dell’UE, ha permesso a un sempre maggior numero di persone di circolare liberamente in quasi tutto il continente. È diventato, inoltre, molto più facile vivere e lavorare in un altro paese europeo. Tutti i cittadini dell’UE hanno il diritto di scegliere liberamente in quale paese dell’UE studiare, lavorare o trascorrere gli anni della pensione.

    Il principale motore economico dell’UE è il mercato unico, che consente a merci, servizi, capitali e persone di circolare liberamente. L’UE intende sviluppare questa immensa risorsa anche in altri campi, quali l’energia, la conoscenza e i mercati finanziari, per consentire ai cittadini europei di beneficiarne pienamente. Oggi, questo obiettivo si può considerare raggiunto: basti solo pensare alla società aeronautica Airbus, la più grande casa costruttrice di aeromobili al mondo, che ha stabilimenti in tutta Europa e che, sebbene abbia sede a Tolosa (Francia), viene riconosciuta come <>, ciò significa che funziona sulla base di un regime di costituzione unico anziché essere sottoposta a normative statali differenti.

    L’unione Europea è un’organizzazione economica e politica unica nel suo genere, che coinvolge 27 paesi europei. Già dalla definizione appare chiaro quali siano i campi in cui opera: economia e politica. Dall’istituzione della Comunità Economica Europea fino ad ora, l’Europa ha dovuto affrontare diverse sfide fra cui la più importante è stata quella del 2008 a seguito della crisi finanziaria. Per capire l’importanza dell’Unione Europea basti pensare a come è cambiato l’approccio alla crisi rispetto a quello adottato dai singoli governi a seguito della crisi del ’29. Difatti, se dopo la crisi del ’29 il mondo è stato attraversato dai sistemi totalitari tanto di destra quanto di sinistra, dopo la crisi del 2008 non si sono registrati sistemi autoritari, e la presenza dell’Istituzione europea ha garantito, tra le altre cose, i principi democratici e di rappresentanza.

    Proprio durante la crisi del 2008 il sogno europeo è apparso sempre più pienamente realizzato quando, a seguito della nomina di Mario Draghi - l’attuale primo ministro italiano - a Presidente della BCE, egli ebbe a pronunciare la celebre frase “…the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough”, ovvero “…la BCE è pronta a fare il necessario per proteggere l’euro. E credetemi: sarà abbastanza”. Da questo assunto viene da sé che la principale forza politica europea è tutt’altro che nazionalista, anzi Draghi crede fortemente nel potere dell’unione degli Stati, un’unione costruita sui valori della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dei principi e dei valori ideologici che cozzano con i modelli dell’Europa totalitaria che abbiamo avuto negli anni ’30 del Novecento.

    Inoltre è importante sottolineare che, negli ultimi anni, i campi in cui l’UE sta lavorando sono i più disparati. A partire dallo scorso anno, l’Unione è molto attiva nel campo dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus. In questa situazione pandemica, da un anno a questa parte, l’UE è impegnata non solo a limitare la circolazione degli uomini tra gli Stati nella prospettiva di contenere la circolazione del virus (motivo per cui sono state messe a punto una serie di misure concernenti la limitazione degli spostamenti), ma ancor più è in prima linea per il reperimento e la redistribuzione dei vaccini.

    Per fronteggiare la crisi economica conseguente alla Pandemia da Coronavirus, l’UE ha promosso la solidarietà europea con la creazione dell’invio di squadre mediche tramite il Corpo medico europeo per alimentare la collaborazione e la cooperazione tra gli Stati anche in campo sanitario.

    Inoltre, la Commissione Europea e il Parlamento hanno approvato un nuovo programma, denominato “EU4Health”, finalizzato a finanziare sia il sostegno ai sistemi sanitari degli Stati membri che la ripresa economica degli stessi, superata la pandemia.

    Il COVID 19 infatti non ha determinato solo un’emergenza sanitaria, ma ha trascinato, come sempre avviene in caso di pandemie (vedi quello che accadde nell’Europa del 1348), gli Stati in una crisi economica. Per aiutare le singole nazioni a riprendersi dall’impatto della pandemia sull’economia, la Commissione e il Parlamento europeo hanno previsto un fondo straordinario per la ripresa pari a 750 miliardi di euro, il fondo “next generation EU”, fissando priorità di azione nel campo della tutela ambientale e dello sviluppo delle imprese. Questi fondi in particolare verranno erogati in modo tale da far sviluppare l’Europa seguendo gli obiettivi guida dell’Agenda 2030, il documento organizzato in 17 obiettivi che riguardano settori differenti come ad esempio diritti umani, economia e ambiente.

    L’azione della UE per fronteggiare l’attuale emergenza sanitaria punta a proteggere i posti di lavoro con sostegni temporanei per attenuare i rischi di disoccupazione.

      Se sotto il profilo politico ed economico la UE ha fatto notevoli passi in avanti, rimane da realizzare l’unione dei popoli europei. Infatti, il punto debole dell’Unione Europea è la frammentazione culturale e la difformità dei diversi sistemi formativi. Se è vero che, a seguito dei trattati di  Schengen, sono state messe a punto iniziative di scambi culturali tra ragazzi che abitano in Paesi diversi, come ad esempio il progetto ERASMUS (che sta portando sempre più i ragazzi, cittadini del futuro, a instaurare relazioni, a conoscersi cogliendo le differenze e gli elementi comuni,  a superare  l’immenso divario linguistico fra i vari stati membri), molto ancora rimane da fare per abbattere i confini linguistici per operare effettivamente la riduzione delle distanze tra i poli dell’UE.

    Per realizzare l’Unione dei Popoli Europei rimane fondamentale investire nell’istruzione e nella formazione umana. Manca ancora oggi una omogeneità tra i sistemi scolastici dei vari Stati membri della UE, e pertanto i ragazzi europei non condividono ancora gli stessi processi formativi e ciò crea un gap tra i vari cittadini della UE.

    Questo comporta una minore efficacia nel complesso sia dei sistemi di istruzione sia nel mercato del lavoro, ma soprattutto questa situazione crea un “muro” per coloro i quali fossero interessati ad intraprendere un corso di laurea in un altro stato dell’unione. Questo fenomeno potrebbe, quindi, dissuadere dal farlo quanti volessero intraprendere un’attività in un altro Stato. La diversa strutturazione dell’istruzione scolastica e della formazione tra i vari stati della UE crea delle situazioni di limitazioni, se non dei veri e propri muri di confine fra gli Stati che, nonostante lo “Spazio Schengen”, non sono realmente connessi.

    Nell’ UE che verrà è pertanto importante sostenere l’istruzione e la formazione di qualità in modo da favorire la coesione sociale attraverso il sostegno del multilinguismo, rinforzando l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue ed incoraggiando la mobilità degli studenti, dei tirocinanti e dei giovani, e favorendo lo scambio di informazioni e di esperienze.

    Nella prospettiva di costruire un’Europa più forte diventa indispensabile agire sulle politiche in materia di gioventù, istruzione e cultura pensando alla realizzazione di uno spazio europeo dell’istruzione.

    Lo spazio unico europeo dell’istruzione deve puntare alla realizzazione della <>.

    Tale spazio diventerebbe il fondamento del senso di appartenenza, uno spazio in cui le persone possano sperimentare la propria identità europea, intesa come unicità del patrimonio culturale di base, ma anche della diversità.

    Spesso accade che i cittadini non sono nemmeno a conoscenza di cosa sia la UE, e nei casi più isolati nemmeno che esista questa importante Istituzione. L’Unione viene spesso vista anche da coloro che la conoscono come qualcosa di lontano e distaccato e altre volte ancora come un ente che gestisce soldi e che fissa norme a danno di uno Stato per favorirne altri. Questa disinformazione è nociva per l’Unione in quanto queste situazioni fomentano le fila dei movimenti antieuropeisti.

    I punti di debolezza della UE emergono facilmente se la si paragona agli Stati Uniti d’America. Prima di tutto bisogna sottolineare che gli Stati Uniti sono una confederazione di Stati, quindi è presente un governo centrale che ha potere legislativo in determinati settori e, inoltre, ha il potere di imporre tasse federali ai suoi cittadini. Grazie all’integrità culturale americana, i cittadini spesso migrano per motivi lavorativi da uno Stato all’altro, ciò per esempio rende il mercato immobiliare uno dei punti cardine dell’economia americana e, come abbiamo già visto, in Europa spesso non succede. In ogni caso, tutti questi problemi non sono irrisolvibili anche perché altre volte, nel corso della storia, queste situazioni sono state superate, basti pensare al lungo e tortuoso processo che ha portato all’unità d’Italia. Nonostante ancora oggi in Italia ci sia molta differenza tra le varie regioni, comunque, nel corso del ‘900 si è riusciti a integrare le diverse aree geografiche nel complesso ed unitario <> grazie alla leva militare, alla stampa e all’istruzione. Analogamente basterebbe far studiare ai ragazzi e alle ragazze la lingua inglese nelle scuole al posto della lingua nazionale, sostenere, potenziare e creare più progetti come l’ERASMUS in modo da fungere come volano culturale,  un processo assai simile a quello che  avveniva fino a qualche anno fa per la  leva militare e, infine, trasmettere attraverso i mass media nazionali, contenuti in lingua inglese frutto e veicolo dei diversi Stati membri, in modo da far circolare in tutta Europa le culture dei vari Stati.

    In ogni caso oggi come allora, quando la UE fu istituita, principale è il ruolo dell’istruzione che dovrebbe essere indirizzata a trasmettere i valori, la storia e i fondamenti della politica Europea. La formazione di una unità culturale europea potrebbe dare importanza anche sul piano internazionale al vecchio continente, il cui ruolo in politica estera sta passando sempre più in secondo piano a favore di potenze come la Cina e gli USA.

    In conclusione, l’Unione Europea è un organismo che tende a mantenere la pace ed a intensificare i rapporti fra gli stati d’Europa; tuttavia, è ancora molto lontana dall’essere una nazione come gli Stati Uniti d’America e dall’avere una popolazione che si senta europea, in quanto i rapporti fra gli Stati sono di natura politica ed economica e raramente ci sono interconnessioni sociali.

    Solamente quando si realizzerà l’unione dei popoli e tutti ci sentiremo europei, il progetto voluto dai padri fondatori potrà dirsi concluso.

    L’Unione Europea continua a rimanere un sogno che camminerà sulle gambe di quanti oggi continuano a crederci: i giovani.

    ALESSANDRO NICOLA GAMBUZZA 

    VB Liceo Scientifico Istituto “Michelangelo Bartolo” – Pachino (SR)

     


    La mia esperienza negli USA
    pubblicato il 06/05/2021

    La mia esperienza all'esteroLa prima volta che ho sentito parlare di “anno all’estero” frequentavo la seconda classe del Liceo. Ricordo quel giorno di marzo come fosse ieri: ero in classe, quando durante la lezione sono entrate due rappresentanti di un’agenzia di viaggi studio e hanno iniziato a parlarci di cosa fossero realmente queste esperienze. Da quel momento l’argomento ha iniziato ad interessarmi molto e così ho portato a casa con me un depliant che ci avevano lasciato per eventuali informazioni. Dopo averlo letto da capo a fondo mi sono appassionata e ho iniziato a parlarne con i miei genitori, sapendo però fin da subito che non mi avrebbero dato speranze, in quanto mi hanno sempre trattata come fossi ancora una bambina e sarebbe stato impensabile per loro farmi fare un’esperienza simile. Per mesi, ogni giorno ho cercato di far capire loro quanto importante questa esperienza potesse essere per me e per la mia crescita culturale e mentale, ma all’inizio sembrava non esserci verso di convincerli. È andata avanti così fino a ottobre, quando aspettavo impaziente la pubblicazione del bando INPS per le borse di studio dedicate alle vacanze studio all’estero: ho convinto mio padre a fare la domanda, nonostante mi avesse avvisata che non mi avrebbe garantito nulla, in quanto il costo di tali programmi è elevato, pur usufruendo di borsa di studio parziale. Verso gennaio siamo venuti a conoscenza del fatto che il Rotary Club di Pachino si occupava anche di queste vacanze studio ad un prezzo molto conveniente, ma il loro programma per noi non era fattibile per vari motivi. Era dunque deciso che non sarei partita. Segno del destino, la stessa sera INPS ha pubblicato i risultati delle domande e ho scoperto di essere vincitrice di una borsa di studio per programma annuale in paesi extra-europei, esattamente ciò a cui miravo. Ma ancora i miei genitori si dimostravano contrari, quindi sono scoppiata in un pianto sia di gioia perché non mi aspettavo di vincere, e mi rendevo conto che l’impegno ripaga davvero, sia di dispiacere perché avrei sprecato questa opportunità.

    Nel frattempo i miei genitori, rendendosi conto di quanto fosse per me importante e quanto ci tenessi, hanno cominciato a informarsi, partendo completamente dal nulla, dato che non siamo abituati a queste esperienze e nessuno di noi sapeva come funzionasse. Chiedendo ad alcuni colleghi di papà abbiamo finalmente trovato un’agenzia affidabile: Astudy. Così ho iniziato i colloqui e, fatti i test di Inglese necessari, ho preparato l’application con destinazione Stati Uniti. Non mi restava che attendere di ricevere l’assegnazione di una famiglia e una scuola.

    Mio padre nel frattempo è dovuto partire per lavoro, per più di sei mesi, dunque ero rimasta sola, con mia madre che, pur non capendone molto, cercava di aiutarmi a compilare quella montagna di documenti necessari. Poi è arrivato il Covid, che ha portato tre lunghi mesi di agonia e attesa snervante: tutto bloccato, INPS aveva sospeso il bando, ero quasi sicura che non sarei mai riuscita a partire. Astudy tuttavia non ci aveva tolto le speranze. È stata l’attesa più brutta della mia vita, durata fino a fine agosto. In tempi normali avrei dovuto ricevere l’assegnazione della famiglia ospitante a luglio e partire ad agosto, ma era il 31 agosto e ancora non sapevo nulla, nonostante fossi andata all’ambasciata americana a Napoli a fare il visto, che avevo già sul passaporto. Mi ero quasi arresa. Ma il primo settembre qualcosa si è smosso, mi è arrivata una chiamata dalla mia agenzia, la quale mi informava che non c’erano più famiglie disponibili per via della pandemia, quindi mi ha posto davanti a una scelta fra tre opzioni: rimandare la partenza a gennaio e fare solo un semestre, continuare con i 10 mesi e farli in una boarding school, dunque vivere lì, in dormitori, senza famiglia ospitante, o rinunciare a tutto. Ho chiamato mio padre, che era ancora all’estero per lavoro e non ne poteva più di occuparsi di tutto questo a distanza; parlando con lui, continuava a dirmi che avrebbe preferito che rinunciassi, che era pericoloso, ma io, determinata e caparbia come sono, avevo da subito scartato quell’ opzione. I miei genitori, ormai arresisi, mi hanno lasciato libera scelta, nonostante la paura enorme che avessero, perché non volevano rovinare questo mio sogno: abbiamo dunque valutato e scelto l’opzione boarding. Ho dovuto cambiare totalmente programma e rifare daccapo l’application, e in tutto ciò la mia agenzia non mi ha mai abbandonata. Ho scelto la scuola che avrei voluto frequentare fra tre proposte, così abbiamo fissato un colloquio e sono stata accettata. Una boarding school privata nel Maine, tra le top 10 migliori degli Stati Uniti in istruzione, del valore di 40.000$ all’anno (che la mia agenzia avrebbe pagato per me), che mi avrebbe dato anche un valido diploma a fine anno e di conseguenza la possibilità di fare l’università in America. Era un affare, e quando mi è stato proposto, credevo fosse un miracolo. Così, una volta pronti i nuovi documenti, sono dovuta andare a Roma per rifare il visto, dato che era un altro tipo di programma. Nel frattempo mio padre è tornato, in modo da riuscire a salutarmi, e ho saputo la data di partenza solo cinque giorni prima della stessa. Sono partita, nonostante tutti gli ostacoli incontrati, con un programma che non era quello che avrei dovuto fare, nel bel mezzo di una pandemia, con tante persone contro che rimproveravano ai miei genitori di avermi lasciato andare, con gli inevitabili sensi di colpa.

    Il 4 ottobre 2020 è iniziata quella che si rivelerà l’esperienza più bella della mia vita. In questa scuola ho conosciuto persone nuove, provenienti da tutto il mondo, con cui convivo 24 ore su 24. Ho imparato il vero significato di condivisione, l’importanza e la bellezza della diversità tra le culture. Vivendo in un dormitorio, a contatto con altre 40 persone, si impara a gestirsi da soli e a essere indipendenti. E nonostante all’inizio fossi giù per non essere ospite di una famiglia, poi ho capito che non ce n’è bisogno e sto godendo la mia esperienza appieno.

    Qui sto sempre con i miei amici e mi diverto tanto, la situazione coronavirus è ottimale ora, siamo “zona verde”. Inizialmente non andava molto bene, e per questo hanno smesso di organizzare gite o uscite fuori città, e c’è stato un periodo di noia, in cui eravamo tutti giù di morale e, non lo nascondo, ho avuto i miei momenti di debolezza in cui pensavo di tornare a casa, ma poi mi sono resa conto di come stavano vivendo i miei compagni in Italia, senza uscire, passando giornate intere a studiare davanti a un computer, pieni di verifiche e interrogazioni, e li vedevo così disperati che mi dispiaceva per loro, perché qui io non mi posso affatto lamentare, e adesso vorrei poter non tornare più.

    Nonostante siamo stati privati di tante cose tipiche come l’homecoming e tanti sport, sono contenta di essere qui adesso e mi ritengo fortunata. Mentre il tempo vola troppo in fretta, le amicizie instaurate si saldano sempre di più, e credo proprio che questi legami siano i più belli, perché nonostante la distanza si riescono a mantenere a volte una vita intera. Ora posso dire di avere degli amici sparsi un po’ per tutto il mondo, e quando tornerò a casa sarò sicuramente un’altra persona, cambiata, sicuramente in meglio, con la mente più aperta e in grado di gestirmi da sola, e, ovviamente, con un bagaglio culturale più ampio. E i miei genitori, che continuano a ripetermi quanto sono fieri di me, non si pentiranno mai di avermi dato questa bellissima opportunità, cosa per cui sarò loro grata a vita.

    Federica Blandizzi – IV C Liceo Classico

     


    La premiazione del concorso G.N.A. e il Distretto Rotary 2110
    pubblicato il 27/04/2021

    Buone notizie dal Bartolo di Pachino: la premiazione del concorso G.N.A.  e il Distretto Rotary 2110

    La Presidente del Rotary Club Pachino, Laura Buggea, ha proceduto alla premiazione dei lavori degli studenti che hanno partecipato  al concorso  distrettuale indetto dal Distretto Rotary 2110 in collaborazione con la Good News Agecy. Nell’aula magna dell’Istituto, in pieno rispetto delle norme Covid, alla presenza del DS, prof. Antonio Boschetti, della prof.ssa Rosalba Savarino nella doppia veste di socia rotariana e docente dell’Istituto, e del rotariano Sebastiano Cimino, anima della commissione insieme all’arch. Mario Lorefice, Denise Spicuglia e Assunta Rizza, che ha analizzato e valutato i lavori dei ragazzi, della vicepreside prof. Cettina Muceri, si è  svolta la premiazione dei lavori.

    L’aula magna dell’Istituto ha ripreso a vivere animata dalla presenza dei tanti ragazzi, che in piena pandemia hanno partecipato al concorso che quest’anno ha trattato la tematica “Ogni crisi è sempre una grande opportunità: quale contributo possiamo offrire al futuro per creare le basi per un nuovo mondo?”, un concorso destinato agli studenti delle classi quarte e quinte e che ha portato i ragazzi ad una riflessione critica a tutti i Sustainibile Development Goals dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

    Notevole è stata la partecipazione degli studenti del Bartolo,  che hanno sviluppato l’idea progettuale e la realizzazione del prodotto in DAD. I ragazzi del Bartolo sotto la guida dei docenti Ivana Scarpetta e Rosalba Savarino hanno prodotto 4 manifesti, originali e inediti, sul tema di riflessione proposto e  3 spot o storytelling, ispirati al tema, oltre al testo esplicativo che accompagnava ciascun elaborato.

                "Degni di premiazione sono apparsi tutti i lavori dei ragazzi" come ha precisato Sebastiano Cimino per la capacità comunicativa che hanno dimostrato di utilizzare le immagini, gli slogan e  di produrre testi argomentativi. Ciascuno ha messo a valore alcuni elementi:  Eloisa Di Martino,  IV B ITIS, ha sottolineato il valore della RESEARCH, mentre la prospettiva del futuro ha animato il lavoro THE WANT FUTURE WE di Chiara Campisi, IV B LICEO  e RINASCERAI di Angela Vella, VB LICEO. La Commissione è rimasta particolarmente colpita dall’uso delle immagini utilizzate dalle studentesse. Ma nella sezione manifesto il premio è andato al lavoro di Salvatore Caruso,  IV B ITIS,  GUARIRE. Il lavoro di Caruso ha conquistato la Giuria per aver saputo creare non solo lo slogan "AD OGNI TRAMONTO SEGUE SEMPRE L’ALBA E DALL’ILIADE FUNESTA NACQUE IL GIARDINO DI PIETRA" accompagnata dall’immagine della cattedrale di Noto, simbolo di ri-nascita dopo il terribile terremoto. Lo studente, inoltre, ha introdotto la sua presentazione con una significativa poesia che rappresenta la particolare esperienza che tutti e ciascuno stiamo facendo in piena pandemia.

    Nella sezione dello spot o storytelling l’esperienza della pandemia ha rappresentato il filo rosso dei lavori prodotti dai ragazzi: Salvatore Attardi, Justin Papaleo e Danilo Morana, IV B ITIS, hanno analizzato la questione ambientale a cui gli studenti hanno proposto in modo fattivo di dare <<il nostro contributo>> proponendo delle soluzioni reali ai problemi.

    LONTANI OGGI PER RIABBRACCIARCI PIU’ FORTE DOMANI, il lavoro di Sara Malandrino, VB LICEO, non nuova a questo tipo di esperienze e di concorsi, ha proposto un affascinante viaggio nell’esperienza della pandemia vissuta nel paese in cui vive e studia, proponendo una bella immagine della città, delle difficoltà e delle speranze che alimentano tutti i cittadini, affidata ad una canzone, DOMANI, cover realizzata da un gruppo di pachinesi.

    La Commissione ha premiato il lavoro di Denny Fiorilla e Stefano Cappitta, 5D ITIS, ATTIMO, che ha magistralmente interpretato il dramma, le difficoltà e le speranze di tanti uomini e donne, di tanti padri e madri di fronte alla crisi economica seguita alla pandemia. Lo spot è un inno alla speranza. Le riprese spettacolari che fanno parlare il territorio con il suo mare, con la sua terra, le parole e il senso della vita durante la pandemia.

    Congratulazioni e complimenti per tutti da parte del DS, il quale ha ribadito come la pandemia ha rappresentato un’occasione per la scuola per riorganizzarsi e continuare a produrre scardinando la normalità. Apprezzamenti naturalmente agli studenti  e al Rotary che continua a proporre alla scuola occasioni di crescita. <<il Bartolo – ha precisato il DS- crede fermamente nella collaborazione con le associazioni che operano nel territorio>>.

    La Presidente del Rotary Club Pachino, Laura Buggea, ha ribadito come il concorso abbia rappresentato per tutti un’opportunità e ha sottolineato come dai lavori degli studenti emerge <<l’immenso patrimonio umano che la scuola, la società e il territorio ha a disposizione. I ragazzi – ha precisato la Presidente – rappresentano l’unico investimento per il futuro>>.

    SARA MALANDRINO e ANGELA VELLA

     

     


    DDI - La gestione in classe delle risorse multimediali
    pubblicato il 08/04/2021

     


    Premiati al secondo posto gli studenti del Bartolo al concorso italo-canadese “Dalla Operation Husky ad oggi”.
    pubblicato il 23/02/2021

    Si intitola “Soldati di pace” il progetto del primo istituto superiore “Michelangelo Bartolo” con cui gli studenti dell’ITIS hanno conquistato il secondo posto al concorso “Dall’Operazione Husky ad oggi. Il percorso per la pace, la sicurezza e la prosperità” durante il Forum commemorativo dedicato al sacrificio di quanti, Italiani e Canadesi, senza distinzione di schieramento, hanno combattuto nel corso dello Sbarco in Sicilia del ’43, durante la Seconda guerra mondiale.

    L’iniziativa è stata avviata dallo Stato Maggiore della Difesa e dall’Ufficio Scolastico per la Regione Sicilia e la competizione si è svolta in collaborazione con il Comando Militare dell’Esercito in Sicilia, l’associazione “Operation Husky”, le Istituzioni militari canadesi e le realtà scolastiche e amministrative.

    Con il loro progetto (un lavoro di ricostruzione, riflessione e approfondimento presentato tramite slide),  gli  alunni Giorgio Di Rosa, Suwin Mendia Ganarachchi, Eloisa Di Martino, Damiano Garofalo, Danny Fiorilla, Danilo Morana, Salvatore Attardi, Vincenzo Sgandurra e Justin Papaleo, guidati dagli insegnanti Rosalba Savarino, Sebastiano Giannitto e Sebastiano Minardi sono stati i protagonisti della fase finale insieme agli istituti superiori di Caltagirone-Vizzini ed Adrano.

    Nel corso delle due giornate (18 e 19 febbraio) del forum internazionale “Pace, sicurezza e prosperità” sono stati affrontati  con specialisti militari e storici il tema della pace nel mondo contemporaneo nella prospettiva di  preservare la memoria dei caduti di tutte le  parti in conflitto durante l’operazione Husky del luglio del 1943 e di  rinnovare il significato del loro sacrificio e infondere, soprattutto nelle generazioni più giovani, i valori di pace, sicurezza e prosperità.

    Parole di apprezzamento per la particolare impostazione del lavoro sono state espresse da tutti i membri della giuria per l’originalità dell’impostazione, per la congruità del prodotto elaborato rispetto al tema proposto. Il lavoro del Bartolo, infatti, partendo dal dato storico dello sbarco angloamericano  del 1943 nelle coste della Sicilia sudorientale ha voluto sottolineare il valore della pace così come sancito dalla Costituzione Italiana. Nel corso del lavoro si è fatto riferimento all’azione di pace condotta dall’esercito italiano, dopo il secondo conflitto mondiale, in ogni parte del mondo.

    Il lavoro “SOLDATI DI PACE” continua l’attività iniziata nel 2003 dall’Istituzione Scolastica, grazie alla passione e alla curiosità personale dei docenti Minardi e Giannitto, che hanno lavorato a che il fatto storico diventasse un momento importante della storia del territorio, un momento in cui la storia locale dialoga e partecipa alla storia nazionale.

    Il Bartolo in modo critico è diventato nel corso degli anni animatore culturale della comunità locale.


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    Via ai test rapidi al Bartolo!
    pubblicato il 04/01/2021

    Via ai test rapidi al Bartolo!

    Stipulata una Convenzione con i laboratori di analisi di Pachino per la esecuzione di tamponi rapidi al fine di contrastare il contagio da Covid-19.
    Gli esami diagnostici avverranno sia presso i laboratori convenzionati a partire dal 5 gennaio, sia a scuola a partire dall'11 gennaio. Potranno accedere al prelievo a scuola esclusivamente gli alunni ed il personale sia presso la sede di viale A. Moro che in quella ITIS di via Fiume e, a partire dal 20 gennaio, un giorno  alla settimana successivamente indicato.



    Per maggiori dettagli leggi l'ultima circolare emanata
    Scarica l'autodichiarazione per alunni maggiorenni [.doc]
    Scarica l'autodichiarazione per alunni minorenni [.doc]

     


     
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