Come tutti gli elettrodomestici, anche gli ozonizzatori per funzionare consumano energia ma  il loro impiego risulta essere particolarmente vantaggioso in sostituzione di prodotti chimici e pesticidi non ecosostenibili e dannosi per il pianeta.

Non impiegano come alcuni climatizzatori  gas sintetici o fluidi refrigeranti che possono danneggiare lo strato d’ozono presente nella stratosfera contribuendo a creare il cosiddetto “buco nell’ozono”  e  ad aumentare l’effetto serra del pianeta.

L’ozonozonoo, però, è  un gas presente:

  • Sia nella stratosfera (tra i 15 e i 60 Km di altezza) dove agendo da schermo, assorbe le radiazioni ultraviolette nocive provenienti dal sole;
  • sia in prossimità del suolo (troposfera) dove è in continuo incremento a causa del riscaldamento globale della Terra (dovuto all’interazione dei raggi solari e ultravioletti con altri inquinanti come gli ossidi di azoto e i composti organici volatili, per lo più prodotti dagli scarichi dei veicoli e dalle emissioni industriali (da raffinerie e da solventi) quindi da attività umane.

Ecco spiegato il perché nella troposfera, concentrazioni di ozono superiori ai livelli di soglia rappresentano un pericoloso inquinante per la salute e danneggiare la vegetazione contribuendo  alla formazione di piogge acide e cappe di smog sulle grandi città soprattutto nei periodi estivi, nei quali la concentrazione di ozono tende ad aumentare perché influenzata dalla temperatura.

E’ molto importante dunque in fase di sanificazione tenere sempre sotto controllo la concentrazione di ozono ma soprattutto favorire a fine trattamento  il processo inverso accelerando il ripristino delle condizioni normali in caso di ingresso accidentale di una persona nel locale e al termine del trattamento.

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ppm, ppb, g/m3, mg/l, e molte altre ancora.

Che cosa significano? Cosa hanno a che fare con l’ozono? Perché la letteratura scientifica ci crea confusione? Vediamo se quanto segue vi può essere di aiuto.

ppm = Parti Per Milione (Part per Milion)

è una misura della concentrazione. ppm (Parts per Million) sta ad indicare quante parti di gas di ozono (ma vale anche per altri gas) si trovano in 1 milione di parti del gas totale. Ad esempio: se asseriamo che c’è 1ppm di ozono, stiamo ad indicare che per ogni milione di parti del gas totale, 1 di queste è ozono. La complicanza è che la lettura dei ppm può avvenire misurando le parti per volume, o per peso. Alcune volte è possibile vedere ppmv, che sta ad indicare le parti per milione per volume. La più comune misura per rilevare l’ozono è il ppm, la quale è utilizzata per misurare l’ozono disperso nell’aria e l’ozono disciolto nell’acqua.

ppb = Parti per Miliardo (Part per Billion)

questo indica la stessa cosa come per i ppm cambia da milioni a miliardi.

Per esempio 0,1 ppm = 100 ppb.

mg/l = Milligrammi di ozono per Litro

è una misura della concentrazione. Questa unità di misura indica quanti milligrammi di ozono ci sono in un litro di volume totale. mg/l può essere utilizzata per indicare la concentrazione di ozono in un gas o in un liquido.

1 mg/l di ozono = 1 ppm di ozono in acqua. Tale uguaglianza non è però vera in aria, a causa della differente densità di uest’ultima. In aria abbiamo invece:

1ppm of ozono = 2140 mg/l.

mg/l è l’unità di misura più comunemente usata per misurare la quantità di ozono disciolta nell’acqua.

µg/ml = Microgrammo per millilitro

è una misura della concentrazione. Questa unità di misura indica quanti microgrammi ci sono in un millilitro di volume totale. µg/ml può essere utilizzata per indicare la concentrazione di ozono in un gas o in un liquido.

1 µg/ml = 1 mg/l = 1g/m3 – queste unità di misura sono equivalenti e non necessitano di conversione

g/m3 = Grammi di ozono per metro cubo

è una misura della concentrazione. Questa unità di misura indica quanti grammi ci sono in un metro cubo di volume totale. Questa unità di misura può indicare il volume di un gas o di un liquido. g/m3 è l’unità di misura più comunemente usata per misurare la concentrazione di ozono in un flusso di gas.

1 g/m3 = 1 mg/l = 1 ppm di ozono in acqua

1 g/m3 = 467 ppm di ozono in aria
1 ppm = 2,14 mg/m3 di ozono in aria

% in peso (Percentuale in peso)

è una misura della concentrazione. Questa unità di misura indica la percentuale (%) di ozono all’interno di un dato flusso di gas. Questa è l’unità di misura più comunemente usata per definire  la concentrazione di ozono prodotta da un generatore di ozono. Questa è più complicata del g/m3 in quanto il peso del gas cambia a seconda che questo sia aria o ossigeno miscelato con ozono.

1% ozono = 12,8 g/m3 ozono in aria

1% ozono = 14,3 g/m3 ozono in ossigeno

g/hr (gm/hr) = grammi di ozono per ora

é la misura di produzione di ozono. Questa è l’unità di misura più comunemente usata per misurare la capacità di uscita di un generatore di ozono. Possiamo misurare la concentrazione di ozono in g/m3, successivamente è possibile calcolare la portata con una misurazione del tipo lpm (litri per minuto), determinando quanti grammi di ozono sono prodotti nell’arco temporale di un’ora.

mg/hr = milligrammi di ozono per ora

questo indica la stessa cosa come per g/hr solo in una scala ridotta.

1 g/hr di ozono = 1.000 mg/hr produzione di ozono

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buco-ozono-ecoageLa stratosfera terrestre contiene una concentrazione relativamente alta di ozono, un gas costituito da tre atomi di ossigeno (O3) e che rappresenta un vero e proprio schermo nei confronti delle pericolose radiazioni ultraviolette (raggi UV) provenienti dal sole. Ogni anno, durante la primavera dell’emisfero australe, la concentrazione dell’ozono stratosferico nell’area situata in prossimità del Polo Sud diminuisce a causa di variazioni naturali. Purtroppo, a causa degli inquinanti rilasciati in atmosfera, sin dalla metà degli anni settanta questa periodica diminuzione è diventata sempre più grande, tanto da indurre a parlare del fenomeno come del “buco dell’ozono”. Recentemente si è comunque individuato un assottigliamento della fascia di ozono anche in una piccola zona al polo Nord, sopra il Mare Artico, fatto che potrebbe preludere alla formazione di un altro buco dalla parte opposta.

In effetti il fenomeno non rappresenta nient’altro che l’aspetto più evidente della generale e graduale diminuzione dell’ozono nella stratosfera. Il problema è estremamente importante in quanto una riduzione dell’effetto schermante dell’ozono comporta un conseguente aumento dei raggi UV che giungono sulla superficie della Terra. Nell’uomo l’eccessiva esposizione a questi raggi è correlata ad un aumento del rischio di cancro della pelle, generato a seguito delle mutazioni indotte nel DNA delle cellule epiteliali. I raggi ultravioletti possono causare inoltre una inibizione parziale della fotosintesi delle piante, causandone un rallentamento della crescita e, nel caso si tratti di piante coltivate, una diminuzione dei raccolti. I raggi UV possono anche diminuire l’attività fotosintetica del fitoplancton che si trova alla base della catena alimentare marina, causando di conseguenza uno scompenso notevole a carico degli ecosistemi oceanici.

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sostenibilitaE’ la condizione per cui la generazione presente soddisfa i suoi bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

In ambito ambientale, la sostenibilità è considerata una prerogativa essenziale per garantire la stabilità di un ecosistema, cioè la capacità di mantenere nel futuro i processi ecologici che avvengono all’interno di un ecosistema e la sua biodiversità.

Sono “sostenibili” tutte quelle azioni che non comportano un danneggiamento od una perdita di risorse naturali e che quindi si svolgono nel pieno rispetto dell’ambiente.

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