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    Cultura e Politica, binomio zoppicante Stampa E-mail
      Scritto da Stefano Di Maria - IVB P.N.I.  13/04/2011
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    Cultura e politica

    E’ cronaca giornaliera il continuo dibattito tra Istituzioni e studenti che manifestano per i propri diritti all’istruzione, istruzione che continuamente (quale esso sia il governo) viene attaccata, discussa e riformata, quasi come un gioco, una questione ormai politica, riguardante le lotte tra i partiti. Altro che una questione culturale, discussa per il bene del popolo e della propria Patria! Né è dimostrazione l’ultima riforma scolastica approvata tra scioperi e manifestazioni. Riforma pensata per “migliorare” le condizioni in cui da anni ormai versa la scuola Italiana, ma che ha trovato consensi solo tra la maggioranza parlamentare e non tra l’opposizione, gli studenti e gli insegnanti. A nulla  sono serviti gli scioperi organizzati da sindacati e assemblee studentesche, quasi si stesse tornando ad uno stato “dittatoriale”, dove la Voce del Popolo e degli interessati viene coperta dall’ “arroganza” dell’Istituzione di competenza.
    Analizzando “obiettivamente” la riforma si evincono le falle individuate dai partiti politici stessi. Si comprende dal comunicato del Ministero che sono avvenuti tagli alle Università pubbliche per dare precedenza a quelle private; che sono stati sovvenzionati molti laboratori nelle scuole, ma subito dopo si legge che sono stati fatti tagli agli I.T.P. ( Insegnati Tecnico Pratici), che è stato ridotto di molto il numero degli insegnanti di sostegno. Continuando si potrebbero trovare tantissime contraddizioni e “manovre” sbagliate, che allo Stato non  giovano di certo ma ancor meno alla popolazione scolastica.
    Dagli ultimi sondaggi Europei si evince che l’Italia  è uno degli ultimi Paesi in classifica per il progresso culturale (scuola, cinema, teatro ....). Siamo uno dei pochi Paesi a non puntare sulla ricerca, considerando che gli altri Paesi che ci seguono sono proprio quelli ancora poco sviluppati  o poco aperti ad “evoluzioni di pensiero”: le nostre migliori intelligenze fuggono all’estero!
    Molti hanno tentato di sostenere l’azione di governo, alcuni di giustificarla ma, presi i numeri alla mano, c’è poco da fare, non c’è giustificazione che tenga. L’Italia è un paese che non punta sui giovani, sull’istruzione e sulla Cultura. E’ questa la verità e se, leggendo queste parole, si prova un po’ di vergogna qualche dubbio deve pur sopraggiungere. Perché tutto sta andando così? Proprio in questo anno, un anno speciale in cui la nostra Patria compie 150 anni dalla sua unificazione continuiamo ad ascoltare i “respiri affannosi” del nostro Popolo. Un’Italia che, invece di essere la culla di tutte le culture, come lo è stata da secoli per antonomasia, la vediamo piangere e lambire le ferite di una crisi economica e politica che ci sta facendo sprofondare nel fango a vista di tutte le Nazioni! Il passato ci ha insegnato e  testimoniato che la cultura è evoluzione:  solo l’Uomo colto è LIBERO.


    Stefano Di Maria
    IV B  P.N.I.


     

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