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    I Giovani e la Violenza Stampa E-mail
      Scritto da Ing. Giannitto Sebastiano  11/10/2010
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    Roberta Bruzzone 36 anni, alta, bionda, sguardo magnetico e piglio deciso, questo in sintesi il ritratto di Roberta Bruzzone, criminologa con una vasta esperienza nel campo della psicologia Investigativa applicata a vari scenari criminali.
    Da qualche tempo la dott.ssa Bruzzone è :
    - Consulente tecnico in ambito forense di Telefono rosa nell'ambito di casi di violenza domestica, violenza sessuale, di stalking e di omicidio;
    - Direttore scientifico della Caramella buona onlus, organizzazione che opera da anni nella prevenzione e nel contrasto alla pedo-criminalità.:
    - Presidente e fondatrice dell'Accademia internazionale delle Scienze forensi, un'organizzazione nata a Roma con l'intento di offrire agli aspiranti criminologi nostrani e alle diverse figure professionali del ramo sicurezza, corsi pratici all'avanguardia nel campo forense, della sicurezza applicata e dell'analisi criminale accademiascienzeforensi.it ;
    - Divulgatrice e conduttrice di programmi televisivi che indagano tematiche legate al mondo del crimine (ricordiamo “Donne mortali”, uno dei format di punta della programmazione di Discovery Channel).

    Insomma, una vita professionale spesa incessantemente al fianco delle vittime di violenza, nella sua più ampia accezione e che l'ha resa il personaggio più rappresentativo della criminologia italiana. Roberta Bruzzone

    Ma è sulla scena del crimine, quella dei delitti più efferati che riempiono le cronache dei giornali, che le capacità della dott.ssa Bruzzone, trovano un' applicazione scientifica e pratica, tra i casi più noti di cui la determinata criminologa si è occupata nel corso degli anni troviamo il serial killer ligure Donato Bilancia e più recentemente il caso di Roberto Spaccino, condannato nel maggio 2009 all'ergastolo per l'omicidio della moglie, Barbara Cicioni, uccisa all'ottavo mese di gravidanza.

    Per la dott.ssa Bruzzone, il gusto di scoprire la verità è decisamente un desiderio irrefrenabile e il suo lavoro comprende vari aspetti, dall'analisi della scena nei casi di omicidio alla valutazione della capacità di intendere e di volere o della pericolosità sociale, dall'indagine sui casi di sospetto abuso su minore all'affiancamento della vittima di violenza sessuale e/o stalking, dalla formazione specialistica all'attività sul campo in prima persona.
    Ad una intervista, riferisce:
    "Questo è un mestiere che ti da molto...ma che, indubbiamente, ti toglie anche molto. Quando passi molti anni, come nel mio caso, a confrontarti con la parte peggiore degli esseri umani...capita che il livello di fiducia nel prossimo non sia esattamente a livelli ottimali...e soprattutto sai bene che non puoi mai dare niente per scontato...troppe volte gli atti peggiori vengono compiuti proprio dalle persone più vicine che, solo qualche giorno prima, sostenevano di volerti bene....insomma, ti costringe a tenere “la guardia sempre alta” e, alla lunga, questo può logorare."

    Anche sull'omicidio di Sarah Scazzi le analisi e le ipotesi avanzate dalla dott.ssa Bruzzone risultano le più plausibili e testimoniano le sue spiccate capacità nella ricerca sulla scena del crimine.

    Insomma... un simbolo per le donne e un esempio positivo da seguire per molti nostri giovani!



     
    Info: http://www.robertabruzzone.it/web/AISF_presidente.html


     

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