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    Salviamo la Torre Scibini con un click Stampa E-mail
      Scritto da Prof. S. Giannitto - Amministratore  18/08/2010
    Totale Visite: 5268

    Salviamo la Torre di ManfriaLancio un appello per salvare un importante monumento del quattrocento, uno dei pochi esempi di torri di segnalazione in Sicilia, altrimenti destinato al degrado totale. Non costa nulla, solo un click ed un minuto di tempo. Vi chiedo questo aiuto che, sono certo, mi darete di sicuro. Si tratta di un bene che appartiene a tutti...

    E' una iniziativa di alcuni studenti che mi hanno scritto:

     "... siamo un gruppo di studenti che saputo del progetto  del F.A.I. (FONDO AMBIENTE ITALIANO) vorrebbero salvare la torre di Xibini a tale proposito le inviamo il volantino che abbiamo preparato e la invitiamo a diffonderlo. La ringraziamo anticipatamente …"

    Vi dico che, in questo momento "La Torre" ha poche segnalazioni,  ma sono certo che la farete balzare avanti.   

    Ringrazio tutti per l'aiuto che saprete dare.

    S. Giannitto                     




    Volantino:

    Anche TU,  hai la possibilità di  fare qualcosa di concreto per salvare la Torre di Manfria di Gela.

     Come ?

    Con un semplice  click.

    Come fare?

    Basta andare sul sito del F.A.I  (Fondo per l’Ambiente Italiano):

    http://www.iluoghidelcuore.it/segnala/14610

    Vai in basso ed inserisci la somma dei numeretti proposta, quindi fai click sul bottone arancione con scritto:

     COMPLETA LA SEGNALAZIONE               

    Ti verrà chiesta la registrazione al sito con nome, cognome, città , il tuo indirizzo e-mail e una password che sceglierai a tuo piacimento. Se hai un account Facebook, puoi accedere direttamente. Non occorre fare altro.

     In che cosa consiste?

    Segnalando la TORRE Xibini, come tuo “luogo del cuore”, il F.A.I., la salverà per te. Attraverso il censimento fatto di segnalazioni, F.A.I, sollecita le Istituzioni locali e nazionali competenti, affinché conoscano il vivo interesse dei cittadini nei confronti delle bellezze del Paese. In questo modo scatteranno gli interventi per il recupero dei beni segnalati.

     Solo pochi hanno già segnalato la torre di Xibini di Pachino, ma serve anche il tuo aiuto perché, per salvarla, servono migliaia di voti. L’aggiornamento in tempo reale, sui voti, si trova nella home-page del sito del F.A.I.

    Stavolta non lasciarti sfuggire questa occasione, non costa niente.

    La Torre su Yotube

    Notizie sulla Torre Xibini

    L'antica struttura feudale del territorio di Pachino è documentata dalla "Torre Scibini", d'epoca altomedievale, su cui campeggia lo stemma della famiglia Xiurtino.
    La torre venne fatta costruire, infatti, nel 1493 dal conte Antonio de Xurtino con il permesso di Ferdinando II re di Sicilia, di Castiglia e d'Aragona e di sua moglie Isabella.
    In quel periodo il territorio, lontano dai centri abitati, oltre ad essere devastato dai pirati Saraceni della vicina Malta e dell'Africa Settentrionale, subiva il grave fenomeno del brigantaggio. A risentire di questo non erano soltanto gli abitanti dei villaggi, ma anche i proprietari terrieri.
    Purtroppo il governo centrale era troppo lontano e gli aiuti arrivavano troppo tardi, per questo si decise di costruire un sistema di torri difensive lungo tutta la costa siciliana e una di queste fu la "Torre Scibini".
    Dopo la cacciata degli Arabi dalla Sicilia, i Normanni attribuirono il territorio al nobile Orlando Landolina. Nel 1300 passò al nobile siciliano Manfredi Alagona, appartenente ad una delle famiglie più in vista dell'isola.
    Nel 1391 il feudo passò ad un nuovo proprietario, forse di origine gallica, Gagliardetto de Mont Cloup, per diventare poi una baronia nel 1395. Primo barone di Scibini fu il netino Mainitto Xurtino o Sortino, che ne ricevette l'investitura ufficiale il 28 dicembre 1396.
    Un discendente di quest'ultimo Antonino Xurtino, nell'anno 1493 fece ricostruire la Torre Scibini. In quel periodo infatti i pochi coloni presenti erano spesso vittime delle scorrerie di pirati saraceni, provenienti dalla vicina Malta o dall'Africa settentrionale, per cui per porre rimedio alle sventure ed al latrocinio ed ammonire gli scellerati ed essergli sottomessi, il conte Antonio de Xurtino da Palazzolo Acreide, barone dei feudi di Scibini e Bimmisca,compagno di corte e signore del territorio di Pachino, fece ricostruire a sue spese un vecchio presidio abbandonato con la torre al centro.
    IL PIANO TERRA
    Il piano terra era usato come magazzino per i generi alimentari, le armi e gli attrezzi.
    Non era accessibile dall' esterno ma vi si scendeva dal piano superiore attraverso una botola.
    IL PIANO SUPERIORE
    Il piano superiore era l'alloggio del guardiano della torre e dei soldati
    era accessibile dall' esterno solo con una scala in legno che veniva tolta in caso di attacco le sentinelle stavano di guardia sul tetto della torre, dove si accendevano i fuochi di egnalazione.
    IL SOFFITTO
    Il soffitto era costruito a "volta" a crociera. Oggi non rimane niente del soffitto, solo un pilastro dei quattro che lo sostenevano e un piccolo frammento della volta.
    EDIFICI ESTERNI
    All'esterno c'erano le stalle per i cavalli e forse dei dormitori per i soldati.
    C' era poi un muro di pietre che recintava tutta l'area della torre.
    L'ISCRIZIONE ESTERNA
    Sul prospetto principale il barone fece scrivere un bando per assumere giovani del luogo come guardie della torre.


    Pagina originale (http://www.virtualsicily.it)

     


     


     

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