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    Il giudice Gherardo Colombo incontra gli studenti del "Bartolo" Stampa E-mail
    Scritto da Prof. Administrator  11/05/2016
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    Gherardo Colombo (Briosco, 23 giugno 1946) è un ex magistrato italiano, attualmente ritiratosi dal servizio, divenuto famoso per aver condotto o contribuito a inchieste celebri quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir/Lodo Mondadori/Sme.
    Ha conseguito la maturità classica nel 1965, si è laureato in giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano nel 1969. Dal 1970 al 1971 ha lavorato in una compagnia di assicurazioni, dalla quale si è dimesso per poter preparare il concorso per la magistratura. E’ entrato in magistratura nel 1974 e, dopo oltre un anno di tirocinio, ha svolto le funzioni di giudice dal 1975 al 1978 nella VII sezione penale del Tribunale di Milano. Dal 1978 al 1989 è stato Giudice Istruttore e, contemporaneamente, dal 1987 al 1989 è stato componente della commissione ministeriale per la riforma del codice di procedura penale che si occupava della disciplina dei processi contro il crimine organizzato.

    Dal 1987 al 1990 ha partecipato in qualità di osservatore - per conto della Società Internazionale di Difesa Sociale - alla commissione di esperti per la cooperazione internazionale nella ricerca e nella confisca dei profitti illeciti del Consiglio d’Europa.
    Dal 1989 al 1992 è stato consulente per la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia, e nel 1993 è stato consulente per la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia.
    Dal 1989 al 2005 è stato pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Milano. Fondamentale il suo contributo alle indagini e ai processi nell'ambito dell'operazione Mani pulite.
    Nel marzo del 2005 è stato nominato Consigliere presso la Corte di Cassazione.

    A metà febbraio del 2007, in casuale coincidenza dello scadere del 15º anno dall'inizio dell'inchiesta Mani pulite, comunica le sue dimissioni da magistrato con lettera al Consiglio Superiore della Magistratura e al Ministero della Giustizia.

    Da allora si impegna nell'educazione alla legalità nelle scuole, attraverso incontri con studenti di tutta Italia, e proprio per tale attività ha ricevuto il Premio Nazionale Cultura della Pace 2008.
    Dal giugno 2007 è stato nominato prima vicepresidente e ora presidente della casa editrice Garzanti Libri.
    È membro Onorario del Comitato Scientifico d'Onore della Fondazione Rachelina Ambrosini.
    Il 5 luglio 2012 viene eletto nel cda della Rai su indicazione del Partito Democratico, l'elezione è avvenuta da parte della commissione di vigilanza Rai.

    * Lei si è dimesso dalla magistratura,le vogliamo chiedere cosa sta facendo dopo questa dimissione…

    Mi dedico a varie attività. Mi occupo di editoria con Garzanti libri, e di Saggistica particolare. Per esempio, numerose persone indirizzano a me i loro dattiloscritti, chiedendone una valutazione per la pubblicazione. Poi scrivo, libri ed altro. Collaboro, sui temi della giustizia con la Gazzetta dello Sport (la cosa può sembrare strana, ma non lo è affatto). Ho tenuto, gli ultimi due anni, un corso presso l’Università di Parma. Partecipo a un corso sulla legalità per detenuti del carcere milanese di San Vittore e, più sporadicamente ho incontri con quelli del carcere di Bollate. Quel che faccio più di tutto è girareper l’Italia, nelle scuole e nei circoli,a parlare di giustizia e della relazionetra regole e persone e di come questa relazione influisca sulla vita pratica di ciascuno di noi.

    * Riferendoci a questo ultimo punto,cosa la spinge a dedicare così tanto tempo per raccontare quello in cui crede?

    Ho fatto il magistrato per oltre trentatrè anni. Per quanto ci si potesse impegnare è sempre stato impossibile far funzionare la giustizia in modo perlomeno accettabile. Che la giustizia funzioni male è talmente evidente che, probabilmente, questa è l’unica cosa sulla quale sono d’accordo tutti gli italiani. Constatando tutto ciò è progressivamente maturata in me la convinzione che per far funzionare la giustizia fosse necessaria una profonda riflessione sulla relazione tra i cittadini e le regole. La giustizia non può funzionare, secondo me, se i cittadini non hanno un buon rapporto con le regole. Potevo continuare a fare il magistrato per altri quattordici anni, quando mi sono dimesso: ho deciso di smettere e di dedicarmi alla riflessione sulle regole proprio perché la ritengo indispensabile per il funzionamento della giustizia.

    * Ci parli in particolare degli incontri con classi e scolaresche…

    Incontro dai 40.000 ai 50.000 ragazzi l’anno, in ogni parte d’Italia, ovunque mi invitino. Mi chiamano soprattutto alle superiori, spesso alle medie e qualche volta anche alle elementari. Tranne rarissime eccezioni, con i ragazzi si instaura un rapporto molto positivo. I giovani hanno molta voglia di essere coinvolti e non è difficile entrare in contatto con loro, purché si riconosca la loro importanza: è necessario che si sentano protagonisti e non spettatori, e per questo parlo muovendomi tra loro, in un continuo dialogo di domande e risposte reciproche. Il contatto è tanto più positivo quanto più l’incontro è immerso in un percorso su regole, giustizia e persona organizzato e praticato dagli insegnanti durante l’anno scolastico. Voglio dire che se la mia presenza non è sporadica, ma si inserisce in una attività che già la scuola ha svolto sui temi che coinvolgono il rapporto che ciascuno di noi ha con le regole (i temi che tratto nel libro “Sulle Regole”), è più facile che la riflessione non sia occasionale. Sono tante le scuole che si preoccupano di affrontare organicamente l’argomento, utilizzando gli strumenti più diversi (recitazione, musica, poesia, ma anche ricerche storiche e lettura di testi appropriati). Di solito l’incontro dura un paio d’ore (ma non è raro che si prosegua anche oltre l’orario previsto), e vi partecipano dai 200 ragazzi in su. Via via che si procede l’interesse aumenta, e tante volte, alla fine, è proprio difficile mettere la parola fine.

    GHERARDO COLOMBO INCONTRERA' GLI STUDENTI DEL  "M.BARTOLO" IL 19 MAGGIO 2016! 

    IN AULA MAGNA PRESSO LA SEDE DI VIALE A.MORO

     (leggi la Circolare)

    ALCUNE PUBBLICAZIONI

    Il riciclaggio, ed. Giuffrè, 1990

    La legislazione antimafia (con L. Magistro), ed. Giuffrè, 1994

    Il sistema degli appalti (a cura di), ed. Giuffrè, 1995

    La legislazione antimafia – addenda (con L. Magistro), ed. Giuffrè, 1995

    Come affrontare il processo penale (con A. Dal Moro), ed. Hoepli, 2001

    Il vizio della memoria, ed. Feltrinelli, 1996

    Ameni inganni, Lettere da un paese normale (con C. Stajano), ed. Garzanti, 2000

    Sulle Regole, ed. Feltrinelli, 2008

    Sei Stato Tu? (con A. Sarfatti), ed. Salani, 2009

    Il peso della libertà (riflessione su Il grande Inquisitore di Fëdor Dostoevski) ed. Salani, 2010

    Educare alla legalità (con A. Sarfatti), ed. Salani, 2011

    Democrazia, ed. Bollati Boringhieri, 2011

    Farla franca. La legge è uguale per tutti, (con F. Marzoli), ed. Longanesi, 2012

    Imparare la libertà, (con E. Passerini), ed. Salani, 2013

    Il perdono responsabile. Perchè il carcere non serve a nulla, ed. Ponte alle Grazie, 2013

    La repubblica siamo noi (con R. de Monticelli), ed. Salani, 2013

     VIDEO


     

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