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    Incontro con l'autore: Dacia Maraini Stampa E-mail
      Scritto da Prof.ssa Chiara Morana  19/12/2014
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    Finalmente siamo giunti al 16 dicembre!

    Stamane gli studenti del  “Michelangelo Bartolo” incontrano la Signora Dacia Maraini, dopo essersi appassionati, nei due mesi precedenti l’incontro, alla lettura di: La nave per Kobe, Bagheria, Buio.

    La Signora Maraini arriva in anticipo all’appuntamento con quella leggiadria che rievoca la sua innata libertà, semplicità, ma nello stesso istante colgo nei suoi occhi azzurri, una curiosità attenta di chi desidera misurarsi e incamerare nella memoria le curiosità di un pubblico giovane, quasi indomabile, che freme nel volere dare avvio al dialogo fatto di domande e risposte a tutti quegli interrogativi sorti dalle letture dei suoi romanzi! 

    Dopo un caloroso applauso, ha inizio la fiumana di domande che gli studenti dei vari indirizzi di studio, si susseguono a sottoporre alla nostra ospite, 90 minuti di dialogo che rimbalza dall’etica alla politica, alla cronaca, alla storia personale di questa donna che racchiude nei suoi racconti, in modo poliedrico e vivace,  storie di  amicizia e di amore con intellettuali come Pasolini, Piera degli Esposti, Moravia, Maria Callas. Una viaggiatrice instancabile, affamata di storie che in maniera eclettica dona al lettore, nelle svariate vesti di scrittrice, poetessa, giornalista, donna: “quando un bambino chiede alla sua mamma di raccontargli una storia, ecco che ha inizio la narrazione!” .

    La Signora Maraini si rivolge al suo interlocutore chiamandolo per nome e si rassicura di essere stata non solo esaustiva nella risposta, ma soprattutto che entrambi condividano lo stesso pensiero: “Giovanni sei d’accordo che è meglio rattristrarsi per la crudeltà di una violenza subita da un bambino, anzichè mettere la testa sotto la sabbia? penso sia un atto di giustizia raccontarlo”.

    I temi affrontati sono tanti, attraverso domande intelligenti, personali come sulla prigionia in Giappone su come è sopravvissuta la bambina Dacia, sul rapporto tra padre e figlia: “siamo sopravvissuti grazie a mio padre, era un antropologo e conosceva la storia e le tradizioni del popolo nipponico,… pertanto si tagliò un dito e lo lanciò addosso alle guardie, lo bastonarono, ma dopo due settimana ci arrivò una capra e  grazie a mio padre, ci salvammo”.

    Una riflessione ci riporta alla quotidianità e al nostro stupendo Paese, una studentessa di quinta Le chiede se viviamo in una piena democrazia: “sono d’accordo nel condividere la certezza che la nostra democrazia abbia tanto da migliorare, ma non siamo un Paese non democratico… guardiamo l’Afghanistan, l’Iran, la Siria e ci accertiamo di vivere la libertà di pensiero, azione, movimento”.

    La mattinata volge alla conclusione e una certezza si fa sempre più chiara:i nostri studenti amano leggere e sono assetati di cultura…al prossimo incontro…

    Guarda la galleria Il Bartolo incontra Dacia Marain

     


     

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