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    Bring Back Our Girls Stampa E-mail
      Scritto da Administrator  14/05/2014
    Totale Visite: 5176

    Ormai si è estesa a tutto il mondo la mobilitazione per la liberazione delle 230 studentesse rapite da Boko Haram il 15 aprile scorso dalle loro stanze dormitorio della scuola secondaria Chibok in Nigeria.

    I social media hanno sposato la battaglia, che è combattuta a colpi di tweet anche da nomi noti, come Michelle Obama, la moglie del presidente degli Stati uniti Barack Obama, o Malala.

    La giovane pakistana forse è la personalità con più titolo ad esprimersi, visto che è rimasta anche lei vittima di un attentato compiuto da estremisti islamici, il cui obiettivo era impedirle di andare a scuola.

    Anche il primo ministro britannico David Cameron ha promesso che la Gran Bretagna farà tutto quello che può per aiutare il governo nigeriano a trovare e liberare le 230 ragazze.Il premier britannico ha confermato il suo impegno aderendo alla campagna 'Bring Back Our Girls' ('restituiteci le nostre ragazze') lanciata dalla first lady Usa, Michelle Obama, facendosi ritrarre con il cartello icona con la scritta preceduta dall'ashtag '#' in uso su Twitter.

    Anche l’università Al Azhar, la più alta autorità teologica sunnita ha chiesto ai militanti integralisti di rilasciare immediatamente le ragazze, condannando il rapimento e definendolo un ‘atto totalmente contrario agli insegnamenti della religione musulmana e ai suoi principi di tolleranzà.

    Quanto all’attrice Angelina Jolie, l’ambasciatrice di buona volontà dell’Onu ha dichiarato:

    Sono assolutamente disgustata, penso a come quelle giovani debbano se

    ntirsi in questo momento, mentre vengono terrorizzate, abusate e vendute. Questi individui non solo ritengono che le ragazze non debbano avere una formazione, cosa che è assolutamente sbagliata e terribile – naturalmente l’educazione è un loro diritto e la cosa più bella, la cosa più importante per le giovani ragazze – Ma addirittura le considerano come oggetti da violare. Se il mondo non fa nulla questo episodio diventerà un orribile precedente”.

    Parigi e Londra hanno già offerto assistenza alla Nigeria per ritrov

    Le ultime ANSA riportano che il governatore dello Sato nigeriano del Borno, Kashim Shettima, ha detto di avere «informazioni sul luogo in cui le ragazze si troverebbero». Stando a informazioni della BBC online, il Governatore avrebbe passato ai militari del Paese «informazioni di avvistamenti», aggiungendo di non credere «che siano state portate, nel frattempo, in Chad o Camerun».are le liceali e da Bruxelles, lunedì, l’Unione Europea - attraverso i suoi ministri degli Esteri - ha chiesto «l’immediato rilascio» delle studentesse rapite, offrendo il suo sostegno all’intenzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu di valutare «misure appropriate contro Boko Haram».

    Nel frattempo, Boko Haram ha diffuso un nuovo video che mostra le giovani raccolte in preghiera, coperte da un velo lungo fino ai piedi mentre recitano il primo capitolo del Corano. «Lode ad Allah, signore del mondo. Nel filmato di 17 minuti, Abubakar Shekau, il capo di Boko Haram, annuncia la conversionee espone la minaccia: in cambio della loro liberazione pretende il rilascio «di tutti i membri di Boko Haram detenuti nelle carceri nigeriane». Secco il rifiuto del governo nigeriano e mentre in Nigeria la gente protesta ancora per le strade, il popolo del web continua a marciare sui social media!

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    https://www.facebook.com/bringbackourgirls

     

     

     

     

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