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    Museo dell'internamento a Padova Stampa E-mail
      Scritto da Meli Giuseppe VB ITIS  08/10/2012
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    Museo dell'internamento

    Nella visita al museo dell'internamento a Padova abbiamo avuto modo di intercalarci in una realtà storica a noi non molto lontana ma che spesso tendiamo a dimenticare.
    Lo scopo di questi musei è quello di non farci dimenticare le atrocità del passato commesse dall'uomo, al fine di evitarne il ripetersi.

    All'ingresso vi sono subito tre targhe commemorative:
    la prima è in onore dei 500.000 Rom e Scinti nomadi caduti nei campi di concentramento nazisti, mentre nelle altre due sono rappresentate le condizioni di costrizione e sottomissione nei campi di concentramento e il martirio dei condannati messi in croce.

    Entrando nella “sala della storia” si possono vedere dei pannelli con immagini fotografiche divise nei vari periodi storici della seconda guerra mondiale. Sono dedicati alla dittatura fascista, al regime nazista e alle leggi della preservazione della razza per finire all'avvento degli alleati e alla resistenza partigiana che contribuirà alla fine della seconda guerra mondiale e finalmente alla libertà.

    Al centro della sala vi è la ricostruzione in scala di legno del lager di Sandbostel e della cappella di Wietzendorf.

    Entrando nella “Sala della Memoria” vi sono le due pareti piene di foto che rappresentano le atrocità a cui furono sottoposti gli internati militari italiani ( I. M. I. ) e gli internati ebrei nei lager.

    Tra le foto scioccanti che ho visto mi ha colpito quella di un bambino che stava a fissare al di fuori della recinzione portando il suo sguardo su una libertà di cui era stato privato con crudeltà da una persecuzione che non guardava in faccia nessuno né adulti né bambini, né donne né uomini, né anziani né giovani.

    Tutti vittime di una violenza fisica e mentale che non dovrà mai più ripetersi e mai essere dimenticata. Preservare la memoria col ricordo di questi tragici eventi ha due significati: commemorativo nei confronti delle vittime, educativo nei riguardi delle nuove generazioni.

    E’ un invito a farci riflettere sulla libertà e sul suo valore, a farci capire che il diritto di libertà va rispettato con la comprensione e che la nostra libertà finisce laddove nega la libertà ad altri.


     

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