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    Sangue fragile di Castelnuovo Stampa E-mail
      Scritto da Administrator  09/02/2012
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    Sangue fragile

    Mario Castelnuovo (Roma, 25 gennaio 1955) è un cantautore e chitarrista italiano,scoperto da Amedeo Minghi.
    Nel 1981 esce il suo primo singolo Oceania che viene presentato in una competizione canora per scoprire nuovi talenti all'interno del programma Domenica in presentato quell'anno da Pippo Baudo; la canzone sul retro, Sangue fragile, vede Minghi come coautore della musica. L'anno dopo Castelnuovo partecipa al Festival di Sanremo 1982 con Sette fili di canapa, brano che dà anche il titolo al suo primo album, ancora prodotto da Minghi, e che riscuote un discreto successo.
    Torna a Sanremo nel 1984 con quella che è sicuramente la sua canzone di maggior successo, Nina, contenuta nell'album dello stesso anno dal titolo Mario Castelnuovo, il cui testo è ispirato dalle vicende reali dei genitori di Mario, conosciutisi durante la Seconda guerra mondiale.
    Nel 1985 pubblica l'album È piazza del Campo, che si discosta dalle sonorità dei dischi precedenti e che porta avanti una maggiore ricerca sonora, a cui fa seguito, nel 1987, Venere che contiene il brano Madonna di Venere presentato a Sanremo lo stesso anno; l'anno precedente partecipa invece come autore della canzone L'uomo di ieri, interpretata da Paola Turci, che Castelnuovo (che nel disco della cantante esegue i cori nel finale) eseguirà solamente dal vivo senza mai inciderla.
    Il 1988 vede la pubblicazione del disco Sul nido del cuculo: nei cori è possibile ascoltare Mariella Nava, allora agli esordi, che suona anche il pianoforte e con cui Castelnuovo effettua il tour di quell'anno.
    Nel 1991 pubblica la raccolta Come sarà mio figlio contenente tre brani inediti, oltre ai maggiori successi riarrangiati: è questo l'ultimo disco pubblicato dalla RCA Italiana.
    Passato alla Fonit Cetra, pubblica Castelnuovo nel 1993, Signorine adorate nel 1996, e Buongiorno nel 2000.
    Risale al 1994 la sua collaborazione con la Formula 3 (il cui batterista, Tony Cicco, ha suonato spesso con Castelnuovo sia in concerto che su disco): scrive infatti i testi per alcune canzoni contenute nell'album La casa dell'imperatore, Come James Dean, Chiara dei lampi, Vicino e lontano, Allo specchio e la title track, che racconta la vita di un extracomunitario che vive da barbone (la casa dell'imperatore del titolo e del testo è la Domus Aurea fatta costruire da Nerone a Roma), e che viene presentata al Festival di Sanremo 1994.
    Nel 1995 scrive Strega, incisa da Alessandro Haber nel suo primo album, Haberrante; collabora inoltre con Umberto Bindi, scrivendo il testo di Davanti all'orizzonte, pubblicata postuma dopo la morte del cantautore genovese.
    Del 2005 è, invece, il cd Com'erano venute buone le ciliegie nella primavera del '42.
    Nell'agosto dello stesso anno, la Torre torna a vincere il Palio di Siena dopo 44 anni. Castelnuovo, la cui madre è nativa di Celle sul Rigo, paesino della provincia senese (a cui ha dedicato la canzone 140 km da Roma), ha sempre seguito e amato il Palio (tanto da dedicargli una canzone e farla title track dell'album È piazza del Campo del 1985); in occasione di tale evento, Castelnuovo ha l'occasione di partecipare da vicino alla festa, grazie all'amico compositore e collaboratore Fabio Pianigiani, che è un torraiolo doc.
    Insieme a lui, traendo spunto da tale evento, produce ed interpreta Rosso fulmine, canzone dedicata al Palio che i contradaioli della Torre utilizzeranno come colonna sonora durante tutta la festa, pubblicata su cd singolo alla fine del 2005.
    Nella puntata di venerdì 24 ottobre 2008 del programma televisivo I migliori anni, condotto da Carlo Conti, ha presentato una versione acustica del suo brano più noto, Nina, ed ha annunciato la pubblicazione, nel mese di novembre, del suo primo romanzo, intitolato Il badante di Che Guevara; nello stesso periodo tiene alcuni concerti insieme a Edoardo De Angelis, con cui ha collaborato in passato cantando nella canzone del collega Rosso. Il romanzo viene invece pubblicato a gennaio del 2009, e presentato mercoledì 21 gennaio alla libreria "Bibli" di Roma.



    TESTO

    E se questa gran commedia decidesse: giù il sipario, 
    liberando un Cristo in erba da quel vano suo calvario, 
    quanti nodi alla memoria griderebbero vendetta 
    per il bacio mai più dato o la frase mai più detta, 
    quante lune testimoni di preghiere fatte senza un Dio, 
    e se la tua bocca avara ti privasse del sorriso 
    che speravi di donare a chi lo avesse condiviso, 
    e se c'è un capello bianco sui tuoi sogni ragazzina 
    quante lacrime hai versato per strapparlo alla ragione 
    di una vita senza vita, di madonne senza religione, 
    e allora come sempre torna sulla strada, 
    avrai per scorta notti insonni e la rugiada 
    avrai per cuore un sogno che ti leghi al dito, 
    riproverai di più piangendo divertito, e solo 

    se vorrai, se puoi, se vorrai se sai... 

    Avevo già vent'anni e una coscienza netta 
    ma i pantaloni lunghi erano cuciti in fretta, 
    avevo un sogno fragile su cui sperare, 
    ma fragile il mio sangue per continuare, 
    davanti a me un orizzonte troppo incerto 
    che le mie scarpe ormai, chiamavano deserto, 
    incerto anche il sorriso che calzava stretto, 
    eppure ripetevo: forse non è detto ancora 

    ... se vorrai, se puoi, se sai... 

    e se questi miei filari dalle uva ancora acerbe, 
    e se questa mia stagione di vendemmia tanto incerta 
    fosse un misero pretesto per rinchiudermi nel guscio, 
    quante volte vorrei urlare ad un cielo senza nome, 
    quante volte richiamare quel coraggio antico che non ho... 
    ...e allora come sempre...


     

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