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    Un cane di nome Lampo Stampa E-mail
      Scritto da Administrator  16/12/2011
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    Lampo - il cane viaggiator

    "Questa è la vita di Lampo, un oscuro cane bastardo venuto chissà da dove. Durante gli anni trascorsi in sua compagnia, ho voluto scrivere questa storia semplice e vera. Desidero premettere che in questo mio racconto non sono narrati fatti eroici compiuti da Lampo; né il cane ha salvato la padroncina dalle fiamme, o tratto il padrone dalla furia del fiume, e neppure ha atteso di coronare la sua esistenza con una morte retorica sulla tomba della padrona.Lampo ha solo voluto vivere in un modo diverso da tutti i suoi simili, viaggiando per conoscere non soltanto un po' del nostro mondo, ma anche la vita e i sentimenti degli uomini."

    Elvio Barlettani dall'introduzione a "Lampo il cane viaggiatore".

    Alla stazione di Campiglia,  una delle tanti stazioni della ferrovia Tirrenica Genova - Roma e discesa obbligatoria per recarsi a Piombino e all'Isola d'Elba, c'è un piccolo monumento che ritrae un cane, zampa destra protesa, con accanto un berretto d'ordinanza da ferroviere. E' Lampo, il cane viaggiatore.
    Lampo - il cane viaggiatoreElvio Barlettani, il suo amico umano, ai tempi della storia, sottocapo alla stazione di Campiglia Marittima, nel 1962 scrisse un libro, ristampato nel 2002, sulla vita del quattrozampe traveller.
    La storia  inizia con un'adozione, come tante, nell' agosto 1953. Lampo trova casa grazie alla figlia di Barlettani, Virna. Per una notte... non di più. Ma l'indomani Lampo è ancora là, nell'ufficio della stazioncina. "Da quel giorno divenne la mia ombra - ha scritto Barlettani - e visto che era comparso all'improvviso, come un lampo, lo chiamammo così con gli altri ferrovieri". Lampo inizia a frequentare i vagoni passeggeri, quelli ristorante, è del tutto indipendente, sicuro di sé, fa su e giù dai convogli da stazione a stazione. Per tornare sempre a Campiglia. Nel timore di una fuga temporanea, una volta parte anche un ordine di servizio a tutte le fermate fra Grosseto e Civitavecchia:"Chi vedesse Lampo, fermarlo e spedirlo alla stazione di Campiglia con il primo treno utile". Un settimanale americano gli dedica la copertina: così arriva una scatola di biscotti per lui da Buffalo, Usa, via aerea...
    La sera del 22 luglio 1961, il capomanovra di Campiglia, in lacrime, comunica a Barlettani che Lampo è stato investito da  un convoglioin manovra.
    Lo seppelliscono ai piedi dell'acacia della stazioncina, in un giardinetto tranquillo.  Ma il cane campeggia, ben tronfio nelle foto d'epoca, anche sulla parete della sala d'attesa.

    Lampo - il cane viaggiatore Qui finisce la storia di Lampo, non la sua leggenda. Questo racconto reale è diventato un libro che ha cresciuto e commosso generazioni di ragazzi e studenti. Per alcuni anni il libro, esaurito, era finito fuori commercio. Ora è stato nuovamente ristampato, dalla Garzanti Scuola. Di tutto questo cosa resta. Sicuramente una miriade di insegnamenti, di cui il rapporto tra uomo e cane è tutto sommato il più scontato e banale. Lampo, comportandosi come un uomo, ci ha svelato tanti meccanismi dell'animo umano. Ci ha insegnato che nulla vale quanto la propria libertà, che nessun prezzo è adeguato per barattarla, che nessun agio può ripagarla. La fiducia nel prossimo, il dolore del tradimento, la forza del perdono. Quante cose insegna un cane alternandosi tra le carrozze di un treno e i binari di una stazione. 

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