• SOFTWARE & HARDWARE
  • SOFTWARE & HARDWARE
  • PRIVACY POLICY
  • Assistenza On Line


    Orario delle lezioni

     
    Orario delle lezioni...

    Sophie Scholl e "La Rosa Bianca" Stampa E-mail
      Scritto da   17/04/2011
    Totale Visite: 5245
    La Rosa Bianca

    Gli ultimi giorni di una protagonista della Resistenza al Nazismo: Sophie Scholl

    Il 17 febbraio del 1943, quando il governo tedesco dichiarò caduta e perduta Stalingrado, un gruppo di studenti dell’università di Monaco si convinse che la fine della guerra fosse ormai prossima. Otto mesi di bombardamenti continuativi e le numerose perdite di soldati sul fronte orientale accrebbero l’ottimismo e l’euforia del movimento di resistenza studen- tesco de La Rosa Bianca. Si ebbe così la sensazione che  i tempi e il popolo tedesco fossero maturi per la distribuzione e la condivisione del loro sesto volantino rivoluzionario; furono i fratelli Scholl, Hans e Sophie, a offrirsi volontari e a immolarsi per la causa antitleriana. Quella mattina di febbraio centinaia di volantini di denuncia contro i crimini nazisti vennero disseminati lungo i corridoi dell’ ateneo bavarese; un gesto azzardato che divenne il loro punto di non ritorno: sorpresi da un sorvegliante, furono interrogati dalla Gestapo, proces- sati dalla Corte Popolare di Giustizia e condannati alla ghigliottina in soli cinque giorni
    I fratelli Scholl, così come tutti i membri della resistenza che nei mesi successivi furono rintracciati e indagati, "peccarono" di entusiasmo: all’epoca dei fatti nessuno di loro avrebbe potuto prevedere che la guerra sarebbe durata ancora due anni, ma soprattutto nessuno di loro comprese quanto lontani fossero i tedeschi dal prendere coscienza dell’orrore del quale finirono per essere complici. Alcuni testimoni raccontarono il lungo applauso che accolse il ritorno in accademia del sorvegliante delatore.
    La storia de La Rosa Bianca e dei fratelli Scholl non è nuova al cinema tedesco: il regista Marc Rothemund è stato preceduto negli anni Ottanta da due connazionali, gli autori Percy Adlon e Michael Verhoeven. Questa volta però ci si trova davanti a un’opera con un ampio respiro e con una diversa storia, che prende avvio ed è favorita dal ritrovamento di documenti inediti conservati per decenni negli archivi della Germania Est e resi pubblici soltanto nel 1990, dopo la caduta del”Muro di Berlino”. A partire dai verbali originali degli interrogatori e dalle numerose testimonianze, come quella della compagna di cella Else Gebel, Rothemund, il regista costruisce un film dove il 90% delle parole e delle azioni sono autentiche, riservandosi soltanto in due occasioni di sviluppare una sua verità.
    Nelle opere filmiche  precedenti, Sophie finiva per perdersi nel gruppo e confondersi nel coro studentesco. Nella pellicola di M.Rothemund, vincitore al Festival di Berlino/2006, al contrario, ogni movimento della macchina da presa, ogni piano è per lei, per la sua figura esile e tragica, portatrice sana, come Antigone, di amore fraterno e di coraggio civile. A incarnare il sacrificio di Sophie è il talento di Julia Jentsch, sola davanti alla macchina da presa che lascia sullo sfondo bandiere con svastica e divise impeccabili. Dentro resta soltanto il volto di una ragazzina che raggiunge la maturità nel tempo fugace di una canzone di Billie Holiday.

    Le alunne della  5°D – LICEO SOCIO-P-P

    VIDEO


     

    Lascia un commento

     

    Diffondi la notizia, condividi con i tuoi amici utilizzando i bottoni sotto: