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    Il fantasma di Canterville pdf Stampa E-mail
      Scritto da Prof.ssa Coppa Concetta  09/12/2010
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    Il fantasma di Canterville

    Mercoledì 22 dicembre alle ore 19:00, gli alunni del "M. Bartolo" rappresenteranno la commedia teatrale "Il fantasma di Canterville" di Oscar Wilde presso la Sala Teatro San Corrado. Le offerte della serata saranno devolute in beneficenza per il "Dopo di Noi", costruzione di una casa famiglia per i giovani diversamente abili.

     

    Scarica quì l'invito per due persone

     

    TRAMA

    Un ministro del parlamento americano, Hiram B. Otis, si trasferisce in Inghilterra insieme alla famiglia, composta da moglie, figlio maggiore Washington, due gemelli pestiferi e dalla giovane Virginia, andando ad abitare nel castello di Canterville, pur sapendo che tale castello è infestato da un fantasma, l'antico proprietario, Sir Simon de Canterville, che aveva ucciso la moglie Lady Eleonore de Canterville e poi era scomparso nel nulla. Nessuno ha più il coraggio di avvicinarsi al castello e moltissime persone sono fuggite terrorizzate o sono rimaste sconvolte.

    Deciso a far scappare i nuovi proprietari dal suo castello, il fantasma tenta di spaventarli in tutti i modi, usando anche degli stratagemmi che da secoli non usava, ma invano. Gli Otis, infatti, non sono per nulla spaventati e rispondono ironicamente a ogni tentativo fallito del fantasma e gli parlano tranquillamente, burlandosi di lui (il quale fa apparire macchie di sangue, rumoreggia con le sue catene, ulula la notte). Infine, la famiglia Otis instaura un certo rapporto con lo spettro, il quale è ormai depresso perché non riesce a far spaventare più nessuno, anzi lui stesso è spaventato dagli scherzi dei due gemelli.

    Un giorno Virginia, di ritorno da una cavalcata con il giovane promesso, sente piangere e trova il fantasma, con cui inizia a parlare e comprende che questo essere ha bisogno di affetto, di qualcuno che lo ascolti e lo capisca. Divenuti amici, infatti, il fantasma le spiega che non può riposare in pace , perché mai nessuno ha versato una lacrima per lui e mai nessuno ha mai pregato, affinché gli fossero perdonati i suoi numerosi e terribili peccati, tra i quali l'omicidio della moglie.
    La ragazza, con compassione, cade in ginocchio ai suoi piedi con il volto coperto di calde lacrime, prega Dio di perdonare le colpe del fantasma e di farlo morire definitivamente.
    Finalmente il fantasma, dopo trecento anni, trova la pace e può finalmente riposare nel "Giardino della morte". 

    Questo  racconto fantastico ha un messaggio molto profondo e cioè come l'affetto, la comprensione, la disponibilità verso chi è diverso, emarginato e sofferente siano indispensabili, per alleviare la sofferenza altrui .

    OSCAR WILDE

    Oscar WildeOscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde nacque a Dublino il 16 ottobre 1854. Dopo gli studi styleici al Trinity College di Dublino, frequentò l'università di Oxford, dove subì l'influsso delle idee estetiche di Walter Pater e John Ruskin. Spirito eccentrico e dandy di rara eleganza, cominciò a far parlare di sé negli ambienti mondani e fu preso di mira dalla rivista umoristica "Punch", che ne mise in ridicolo vezzi e atteggiamenti. Per il fascino della sua conversazione brillante, ebbe tuttavia anche numerosi stimatori.

    Alla pubblicazione del primo volume di poesie nel 1881, seguì un fortunato ciclo di conferenze negli Stati Uniti. Tornato in Inghilterra, dopo aver trascorso un mese a Parigi Wilde si stabilì a Londra e nel 1884 sposò Costance Lloyd una facoltosa irlandese, un matrimonio quindi non dettato dal sentimento, ma semmai di facciata. Wilde è difatti omosessuale e vive questa condizione con enorme disagio, soprattutto a causa della soffocante morale vittoriana che imperava nell'Inghilterra del tempo. Questo matrimonio non poteva però durare a lungo e infatti, dopo la nascita dei suoi figli Cyryl e Vyvyan, si separa dalla moglie a causa dell'insorgere della sua prima vera relazione omosessuale.
    Nel 1888 pubblica la sua prima collezione di storie per ragazzi "Il principe felice e altre storie", mentre tre anni dopo compare il suo unico romanzo, "Il ritratto di Dorian Gray", capolavoro che gli diede fama imperitura e per cui è conosciuto ancora oggi.
    Nel 1895, all'apice della carriera, fu al centro di uno dei processi più chiacchierati del secolo, quello che lo vide imputato per uno scandalo a sfondo sessuale senza pari nell'Inghilterra vittoriana. Condannato a due anni di lavori forzati, ne uscì finanziariamente rovinato e psicologicamente provato. Trascorse gli ultimi tristi anni della vita a Parigi sotto falso nome (Sebastian Melmoth); e a parigi morì nel 1900, al suo funerale sette persone.

    OPERE PIU' SIGNIFICATIVE

    Alla prima fase produttiva di Wilde appartengono due volumi di fiabe scritte per i figli (Il principe felice, 1888; La casa dei melograni, 1891) e la raccolta di racconti “Il delitto di lord Arthur Savile (1891)”.
    Il suo unico romanzo, Il ritratto di Dorian Gray (1891), è una storia di decadenza morale. Wilde non risparmia al lettore alcun particolare del declino del protagonista verso un abisso di corruzione. Il finale rivela una presa di posizione dell'autore contro la degradazione dell'individuo ma ciò non bastò ad evitargli l'accusa di immoralità.
    Wilde fu ottimo scrittore di teatro pur senza una solida preparazione drammaturgica alle spalle. Le opere teatrali più interessanti sono le quattro commedie Il ventaglio di Lady Windermere (rappresentato per la prima volta nel 1892), Una donna senza importanza (1893), Un marito ideale (1895) e L'importanza di chiamarsi Ernesto (1895), tutte contraddistinte da un intreccio abilmente congegnato e dialoghi brillanti.
    A queste si contrappone Salomé, dramma sul tema della passione ossessiva, originariamente scritto in francese, che, censurato in patria, fu rappresentato a Parigi nel 1896.
    Durante la prigionia, Wilde compose l'epistola De Profundis (pubblicata postuma nel 1905), confessione delle sue colpe passate.
    E' una lunga lettera a Lord Alfred Douglas, il giovane amato da Wilde. È l'opera che ci permette di accostarci al vero mondo dell'autore, di riconoscere l'uomo e lo scrittore nel suo aspetto reale. Wilde affidò il manoscritto all'amico giornalista Robert Ross, che fece due copie dattiloscritte. Una fu inviata allo stesso Douglas, che negò di averla mai ricevuta. Nel 1905, quando ormai Wilde era morto da cinque anni, Ross pubblicò un'edizione ridotta dell'originale col titolo di De Profundis, che rimase a tutte le edizioni successive. L'originale fu affidato nel 1909 da Ross al British Museum, con la condizione espressa che non fosse dato in visione per cinquant'anni.
    La ballata del carcere di Reading (1898) fu scritta dopo il rilascio e consegnata alle stampe in forma anonima. Considerato il suo capolavoro poetico, essa descrive la crudezza della vita dei reclusi e la loro disperazione.

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