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    Comunicazione a tutto il personale
    pubblicato il 03/08/2017

    A TUTTO IL PERSONALE

    SI COMUNICA A TUTTO IL PERSONALE CHE IERI 2 AGOSTO E VENUTA A MANCARE LA MAMMA DEL NOSTRO DIRIGENTE SCOLASTICO.

     


    Variazione Corsi di Recupero Estivi e Verifiche 2017
    pubblicato il 03/08/2017

     

    PDF   Calendario Corsi di Recupero 2016- 7

    PDF   Debiti formativi con recupero autonomo 2016-17

    PDF   Variazione Calendario Verifiche Debiti Formativi 2016-17 ITIS

     


    Formazione obbligatoria docenti: a cosa serve il portfolio?
    pubblicato il 02/08/2017

    Non c’è solo la formazione obbligatoria: per i docenti, fra i nuovi adempimenti ci sarà anche la compilazione e l’aggiornamento del portfolio.

    Lo stabilisce il piano nazionale della formazione. Ma cos’è il portfolio?

    La formazione permanente, ci spiegano nelle 88 pagine del piano presentato dal Miur, dovrà avere una ricaduta riscontrabile sul piano pratico. Il Miur sta lavorando all’adozione di “standard professionali”, in modo che ogni docente possa documentare in un sistema online la propria“storia formativa e professionale”, costruendo il proprio portfolio professionale. Il modello di riferimento è il bilancio delle competenze, un format adottato lo scorso anno per la formazione dei neoassunti.

    Il portfolio non sarà certamente un documento snello. Oltre al curriculum e alle competenze professionali, dovrà documentare le unità formative acquisite con grande quantità di particolari, che troviamo dettagliati a pagina 20: tipologia dei percorsi frequentati, modalità, contenuti, risorse, report narrativo, presentazione, autovalutazione, partecipazione al progetto formativo della scuola.

    A cosa serve davvero questo portfolio professionale? Permette all’amministrazione di avere tutte le informazioni relative al percorso professionale dei docenti, mettendo “a disposizione dei dirigenti scolastici il curriculum come supporto alla scelta nella chiamata per competenze per l’assegnazione dell’incarico triennale”. Insomma, compilare il portfolio serve alla chiamata diretta, per far funzionare il nuovo meccanismo introdotto con la Buona Scuola e assolve alla funzione amministrativa che una volta avevano le graduatorie con i punteggi. Può servire anche al dirigente scolastico per assegnare incarichi e bonus.

    Burocratizzazione esponenziale?Il rischio c’è. Si teme che tutto finisca col riempire montagne di moduli, con nuovi carichi di adempimenti formali in aggiunta alla mole a cui nessuno ormai riesce più a stare dietro. E pensare che la lotta alla burocrazia era stata annunciata, anche questa, come la madre di tutte le battaglie!

    In sintesi, le scuole dovranno integrare il PTOF, a sua volta collegato col RAV e col PdM, col Piano Formativo triennale, coniugando le priorità nazionali, con i bisogni di miglioramento del singolo istituto, con i bisogni formativi individuali del docente e in raccordo con le reti d’ambito. I docenti dovranno formulare il loro Piano individuale di Sviluppo Professionale articolato in tre macro aree (didattiche organizzative, professionali), elaborare il bilancio delle competenze, e compilare il portfolio professionale nella apposita piattaforma on-line  che sarà predisposta dal Miur.

    Documenti:

    Miur, Piano nazionale per la formazione dei docenti 2016-2019

    Per approfondire:

    Piano formazione docenti: le buone intenzioni e le criticità

    Altri articoli della Tecnica della Scuola sulla formazione obbligatoria dei docenti:

    Formazione obbligatoria docenti, ecco come è strutturata l’Unità Formativa

     Fonte: http://www.tecnicadellascuola.it

     


    Valorizzazione merito docenti
    pubblicato il 04/06/2017

    La legge 107/2015x, con l’articolo 1 comma 126, introduce un fondo per la valorizzazione del merito del personale docente e lascia massima autonomia alle istituzioni scolastiche per la sua utilizzazione, pur indicando alcuni criteri generali e modalità comuni a cui attenersi (comma 129). Il sistema di Valutazione del Merito tende a introdurre lo stimolo del riconoscimento del lavoro profuso e l'aspirazione al miglioramento costante.  Il coinvolgimento dell'utenza, nelle figure degli studenti e dei genitori, genera un processo virtuoso di confronto tra le varie componenti della comunità scolastica, centrato sulla trasparente ostensione dello sforzo di programmazione, aggiornamento, sperimentazione e ricerca dei risultati speso nell'ombra della quotidiana fatica dell'insegnante. Il Comitato di Valutazione, con la componente dei Docenti, dei Genitori e degli Studenti, e la partecipazione a garanzia di un membro di Valutazione Esterno designato dall'Ambito Territoriale di Siracusa, definisce e delibera i criteri di valutazione e le schede relative. 

    Le aree oggetto di valutazione vengono così definiti:

    • Qualità dell'insegnamento e contributo al miglioramento dell'istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti

    • Risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell'innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche

    • Responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale

    I format di gradimento sono stati elaborati dal comitato di valutazione e dal dirigente scolastico ed vanno ad informare la griglia di valutazione definitiva, la cui elaborazione spetta in via esclusiva al Dirigente Scolastico.

     Di seguito i link per la compilazione on line dei questionari rivolti ad alunni e genitori per la valutazione professionale dei docenti.

     

    Scarica scheda autovalutazione docenti - WORD

    allievi: clicca qui per compilare il QUESTIONARIO ALLIEVI

    genitori

     


     


    Premiazione APAC "Giornata della Legalità"
    pubblicato il 19/05/2017

    Un meritato primo posto: l'Apac premia il laboratorio teatrale del Bartolo per aver portato in scena il valore della legalità con il testo "Cristiana famiglia" di Fortunato Calvino, per la sezione teatro del concorso "Laboratorio di cittadinanza democratica condivisa: srumenti di partecipazione per contrastare l'indifferenza ai problemi di illegalità e ogni forma di corruzione". Inoltre premia il corto realizzato dall'alunno Federico Giurdanella per i 25 anni di attività dell'associazione

     

     

     

    VIDEO

     


    NAO CHALLENGE 2017: La sfida continua
    pubblicato il 11/05/2017

     

    Dopo aver superato le semifinali a Pozzuoli, sette ragazzi dell’ITIS “M.Bartolo” si recheranno a Bologna il 13 maggio 2017 per affrontare le altre squadre classificatesi alle finali nazionali della NAO Challenge 2016/2017 presso lo splendido Opificio Golinelli.

    Si ricorda che in Italia, la Nao Challenge - che è alla sua terza edizione - è co-organizzata da Aldebaran, da Scuola di Robotica (NAO Challenge Ambassador), dalla Fondazione Golinelli e da CampuStore. 

    La squadra del Bartolo, la “Pachino Express”, capitanata da Giovanbattista Bottalla (5B ITIS), è formata da:

    • Sebastiano Mizzi, Corrado Latino, Davide Nastasi  di 3D ITIS;
    • Salvatore Quartarone, Federico Giurdanella, Fabio Fabbri di  3B ITIS.

     Gli allievi saranno accompagnati dai proff. G. Bongiovanni, D. Contarino e S. Giannitto.

    I nostri ragazzi sono riusciti a perfezionare la presentazione del lavoro svolto e di come i problemi della gara in sé siano stati superati.

    Riprogettato con un tono di autoironia il poster da esporre durante la gara per rispettare i canoni del template suggerito dai giudici di gara. Perfezionati i movimenti e l’interattività di TURE NAO ,il nome del piccolo robot umanoide, non resta altro che sperare nella buona sorte e nella bravura dei nostri ragazzi.

    Il nome della squadra richiama quello di un ben noto programma di RAI 2 "Pechino Express" e ha dato loro lo spunto per la scelta del logo della squadra.

    Il gioco interattivo scelto dai nostri studenti attraverso il quale NAO possa aiutare i bambini a imparare qualcosa verte sulle operazioni aritmetiche, mentre lo scenario nel quale NAO gioca con i bambini consiste nel tirare una palla colorata, fare goal in una porta appositamente costruita per poi portarla in un cestino che si aprirà in modo automatico tramite un servo motore azionato da ARDUINO mediante la ricezione di un impulso a raggi infrarossi inviato da Nao ad una opportuna distanza.

    Questa che attende i nostri ragazzi è una sfida ancora più tosta della precedente per cui  rifacciamo loro un grosso

    IN BOCCA AL LUPO!!!!

    E mi raccomando sosteniamoli in massa condividendo foto e video coi vostri amici sui vari social dato che il numero di accessi o dei "mi piace" sarà altamente apprezzato dalla giuria e significherà più punteggio!

     

    Clicca sul poster interattivo



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    ValorizziAmo le Eccellenze
    pubblicato il 06/05/2017

    Alcuni momenti della premiazione organizzata dall'associazione culturale " G. Turrisi Colonna" ONLUS  di Catania in occasione della consegna delle borse di studio a giovani alunni particolarmente meritevoli degli istituti secondari di primo e secondo grado della Sicilia sud-orientale (provincie di CT, SR, RG).

    Tra questi presente anche il “M.Bartolo” con il nostro alunno, nonché rappresentante di istituto, Giovanbattista Bottalla di VB ITIS [il primo da sinistra nella foto], accompagnato dalla prof.ssa M.Cutrona e dal prof. S. Giannitto.

    La Onlus “G.Turrisi Colonna” di CT persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e opera nel settore dell’istruzione e della formazione dei giovani. Una iniziativa, questa, che se presente anche nella nostra cittadina, potrebbe far ritrovare ai nostri ragazzi più stimoli e amore per lo studio e per se stessi.

    FOTO

    In presenza del sindaco E. Bianco

     


    Visita al carcere di Giarre
    pubblicato il 04/05/2017

    A conclusione dell’UdA "Legalità in situazione", mercoledì 26 aprile i ragazzi del Bartolo si sono recati presso la Casa circondariale di Giarre dove sono stati accolti per una visita alla realtà penitenziaria nei suoi vari aspetti, soprattutto quello inerente alla condizione di chi reo, sconta le proprie azioni criminose secondo la legge dello Stato. Con le classi II A e III B, protagoniste dell’UdA, e 12 alunni della IV A che volevano approfondire le origini del diritto penitenziario studiato negli illuministi italiani quali Beccaria e Verri, in 42 hanno varcato i cancelli di quei luoghi quasi inaccessibili alla gente comune e sono stati introdotti e guidati da un team formato dal comandante della polizia penitenziaria e dal suo vicario, da alcuni ispettori e poliziotti, dai funzionari pedagogici (educatori), da operatori professionali che a vario titolo lavorano in quell’ambiente. In particolare, gli studenti hanno potuto visitare la sezione dei ristretti con custodia attenuata, “le celle”, le cucine, l’infermeria, le zone “d’aria”, le sale dei colloqui con i familiari, le aule scolastiche dove si fanno anche altre attività o laboratori e le serre dove si offre l’opportunità di imparare un mestiere da spendere in uscita, gli uffici.

    Il momento più significativo e toccante è stato però quando si sono ritrovati nel piccolo teatro del carcere insieme a circa 15 detenuti, con alle spalle pesanti trascorsi di tossicodipendenza, che hanno raccontato le loro storie criminose ma cariche anche di tentativi di riscatto nei confronti di sé stessi e della società. Con loro i ragazzi hanno potuto dialogare e confrontarsi rimanendo molto colpiti per la portata umana e sociale delle questioni poste e valutate.

    Questa la lettera con cui hanno salutato i nostri alunni:

    Iniziamo con il dirvi grazie per la vostra visita, ringraziamo il preside della vostra scuola, i professori per l’iniziativa; ringraziamo anche il nostro direttore, gli educatori e tutto il personale interno che ha organizzato questo incontro con voi. Se sentite caldo, un po’ è il tempo, un po’ siamo noi che vi stiamo abbracciando per tenervi allegri e a vostro agio. Siamo felicissimi di questa vostra visita e ci teniamo tantissimo che di questo incontro vi resti un ricordo di cui fare tesoro.

    Noi non siamo dei mostri, ma persone, ragazzi come voi, che hanno sbagliato. E ci troviamo dietro le sbarre per pagare. Mai si giudica una persona, mai si dice “io di quest’acqua non ne bevo”. Tanti pensano che solo chi ruba entra in carcere, ma in realtà non è così, chiunque può finire in carcere, per una lite, spesso anche il gioco può diventare un reato, la brutta compagnia che azzera i valori che ti hanno insegnato i genitori. Oggi si parla tanto di bullismo, di femminicidio, di maltrattamenti sulle donne e questi tre temi devono rimanere a galla sempre nelle discussioni per lavorare al miglioramento del futuro delle nuove generazioni. Il carcere fa male, tanto male perché ti allontana dalla famiglia, dai tuoi cari, da tutto ciò che ti circonda nella vita quotidiana. Ma in fondo il carcere non fa solo del male ma fa del bene perché ti aiuta a dare valore alla vita, alla famiglia, ti aiuta a cambiare caratterialmente, a maturare. Una stanza piccola ti aiuta tanto a capire il male e il bene, il giusto e lo sbagliato e ognuno di noi segue un percorso rieducativo che ci aiuta fuori da queste mura ad essere migliori. E con la sofferenza cresce l’esperienza che magari un giorno prima di sbagliare ci pensiamo due volte. Per questo il carcere non fa solo del male.

    Ci auguriamo che per voi non sia stata una gita a mare o in montagna, ma una visita dove avete bussato alla porta della sofferenza entrando in un mondo sconosciuto, al buio, dove avete valutato che la libertà è una cosa preziosa.

    Rispettiamo e ascoltiamo i genitori che ci hanno messo al mondo.

    Rispettiamo le donne che ci danno la vita.

    Rispettiamo i bambini perché noi eravamo bambini.

    Alziamo tutti insieme questa palla chiamata mondo e facciamola girare in modo corretto. Viva la pace e la libertà.

    Grazie di cuore per la vostra attenzione, correzione e rispetto e per questo tempo che ci avete regalato

    GRAZIE

    I ragazzi di Giarre”

     

    I nostri allievi scrivono dopo la visita:

    Esperienza significativa!! I ragazzi ci hanno trasmesso un messaggio importante: la LIBERTA’ è il potere di fare ciò che è bene, non ciò che piace                                                                                                              

    Mariacristina IV A

    Si commettono tanti sbagli, ma essi faranno capire il vero senso della vita

    Valeria IV A

    È stata una bellissima esperienza, molto significativa. Mi ha fatto riflettere e capire quanto è importante la libertà e basta poco per giocarsela. Insomma, è stata una lezione di vita che non dimenticherò mai!

    Massimo IV A

     La libertà è qualcosa di prezioso e quando la perdi capisci il suo valore 

    Sonia IV A 

    Ognuno paga i suoi sbagli in diversi modi. Non perdete mai la speranza perché i bei momenti, dopo un periodo oscuro, arrivano per tutti

    Mariagiulia IV A

    Una lezione di vita, emozionante!

    Salvatore L. IV A

    La vita è troppo breve per commettere errori 

    Luigi IV A  

    La libertà strappata può essere riconquistata 

    Antonio N. IV A  

    Un’esperienza illuminante che ci ha fatto realmente capire il valore della vita 

    Giuseppe C. IV A  

    Capisci ciò che hai solamente quando l’hai perso

    Paola IV A 

    La libertà va guadagnata 

    Gianluca IV A  

    Ho capito che non si può giudicare senza conoscere la vita e le esperienze delle persone 

    Sofia II A  

    Un’esperienza all’insegna della retta via e un momento di confronto sociale che ci è servito soprattutto come conoscenza personale 

    Angelo II A  

    Esperienza unica ed educativa utile per il futuro 

    Giovanni II A  

    Da questo incontro ho capito che le persone che si trovano in carcere non sono dei mostri, ma persone che hanno sbagliato e che lì pagano i loro errori 

    Fabrizio II A  

    Credo sia stata una delle esperienze più significative e formative che abbia fatto nella mia vita. Ringrazio la mia scuola per avermi offerto questa possibilità 

    Luisa II A  

    Questa visita è stata molto istruttiva e mi ha suscitato ancora più domande sulla vita da carcerati 

    Antonello II A  

    Questa visita è stata molto importante e interessante perché ci ha fatto capire che dobbiamo stare attenti alla nostra vita e dobbiamo ascoltare i genitori 

    Federico II A  

    La giornata trascorsa in carcere non è stata affatto noiosa e grazie a questa magnifica esperienza ho capito anche che per non arrivare a trovarmi in queste situazioni, in caso di difficoltà devo parlare con i genitori o persone più grandi. 

    Costin II A  

    Una esperienza educativa e molto importante per la nostra formazione futura 

    Gabriele II A  

    Grazie a questa esperienza ho conosciuto una realtà che non avrei mai pensato di approfondire. Attraverso gli sguardi dei detenuti si percepiva la tristezza e il pentimento del loro vissuto e dai loro racconti trapelava la voglia e il desiderio di un futuro migliore e di un passato da dimenticare

     

    Simone II A 

     

    Spero solamente che quando uscite non rifacciate gli errori che avete già fatto perché la vita è un dono e non va sprecato in questo modo

    Salvatore III B 

    La mancanza di libertà è mancanza di amore

    Sebastiano B. III B  

    Questa esperienza insegna che è difficile scrollarsi di dosso qualcosa che è già sotto la pelle e non si può più tornare indietro

    Alessia III B 

    La vita è un sogno che dura tanto, non importa se hai sbagliato, vivila senza rimpianto 

    Alessio III B 

    Toccanti gli occhi frustrati di chi nella vita è caduto

    Lorena III B

    Come ho letto da qualche parte, l’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione 

    Sofia III B  

    La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia 

    Samuele III B  

    Esperienza costruttiva. La condivisione dei loro pensieri ha accresciuto il mio spirito e posso dire di aver imparato a vedere le cose da un’altra prospettiva 

    Pietro III B  

    L’esperienza al carcere di Giarre mi ha fatto capire che la vita è libertà e non c’è cosa più bella della libertà. Quando ti levano la libertà ti levano la vit 

    Graziana III B  

    Questa esperienza è stata veramente molto utile e grazie ad essa ho capito quanto può essere difficile la vita da detenuto 

    Mariachiara III B  

    Questa attività è stata molto istruttiva e mi ha fatto capire che lo studio è molto importante per il nostro futuro

     

    Corrado III B 

    Non dimenticherò mai l’angoscia che ho provato, la rabbia, il dolore dei detenuti che si nascondevano dietro quel falso sorriso per vergogna

    Giovanni III B 

    Un’esperienza breve ma intensa, mi ha veramente lasciato un segno dentro 

    Ciccio III B  

    Ricorderò per sempre i volti e le parole dei detenuti, semplici uomini con tanta voglia di essere liberi dopo aver pagato le colpe da loro fatte 

    Daniela III B  

    Ciò che mi ha colpito di più durante la visita al carcere di Giarre è sicuramente il grande desiderio che accomuna tutti i detenuti di voler uscire da quelle mura per assaporare un po’ di libertà, libertà che fino a poco prima di incontrarli io neanche pensavo si potesse desiderare. Mi sono ricreduto 

    Vincenzo III B 

    La visita al carcere di Giarre non è stata una delle solite uscite didattiche, una esperienza di tutti i giorni. Per me è stata l’acquisizione di una consapevolezza su ciò che è giusto fare nella vita 

    Alberto III B

     

    Grazie a quest’esperienza ho capito che la vita può essere piena di insidie e per questo dobbiamo essere sempre pronti a discernere il bene dal male, per non dover rinunciare alla libertà ed ai nostri affetti.

     

    Sara III B

     

     

     

     


    Progetto "Together for E.CLIL"
    pubblicato il 01/05/2017

    Giampiero Megna, docente di Discipline Giuridiche ed Economiche e Salvatore Giannì, docente di Tecnologia e Progettazione di Sistemi Elettrici ed Elettronici, con  competenze linguistico-comunicative in lingua inglese di livello B2, hanno frequentato il micro-corso metodologico CLIL, in riferimento al Progetto, approvato dal MIUR, “TOGETHER for E.CLIL” della RETE CLIL, Provincia di Siracusa; la RETE CLIL, composta da 18 Istituti d’Istruzione Secondaria Superiore della Provincia di Siracusa, con Scuola Polo l’IISS “Majorana” di Avola, è stata costituita il 3 febbraio 2015, a seguito dell'avviso MPI.AOODRSI.REG.UFF. n.19202USC del 10 Novembre 2014.

    L’obiettivo del Progetto “TOGETHER for E.CLIL è il  miglioramento  delle competenze linguistico-comunicative in lingua inglese, combinandole con l'applicazione della metodologia didattica CLIL, con l'uso delle tecnologie di ultima generazione e delle strumentazioni digitali più innovative, favorendo, quindi, il ripensamento delle pratiche didattiche disciplinari, alla luce delle nuove tecnologie multimediali e multimodali.

    Giorno 28 aprile 2017, nei locali di Viale A. Moro, i docenti Giampiero Megna e Salvatore Giannì hanno incontrato i docenti DNL delle classi quinte: Sebastiano Giannitto, Marcello Camizzi, Paolo Tiralongo, Laura Mudanò  e i docenti di lingua inglese: Ida Bianca, Stefania Festa, Agata Tranchino, Michele Costa, Cettina Borgh, Pina Roccaro, per condividere  le conoscenze e le competenze acquisite, fornendo occasioni di riflessione e di sperimentazione su come CLIL (Content Language Integrated Learning) e ICT (Information and Communications Technology)  possano promuovere lo sviluppo di competenze chiave e strategie di apprendimento.

    Il momento di condivisione è stato utile e produttivo, al fine di una sperimentazione di una  metodologia volta al successo formativo,  migliorando la competenza linguistico- comunicativa degli studenti, in quanto nelle Indicazioni nazionali per i licei e gli istituti tecnici (D.P.R. 15 marzo 2010, n. 89) si legge: “lo studio della lingua e della cultura straniera deve procedere lungo due assi fondamentali tra loro interrelati: lo sviluppo di competenze linguistico-comunicative e lo sviluppo di conoscenze relative  all’universo culturale legato alla lingua di riferimento.

    Come traguardo dell’intero percorso liceale si pone il raggiungimento di un livello di padronanza riconducibile almeno al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue”.

    I docenti si attiveranno ad una sperimentazione di didattica CLIL e le attività di disseminazione previste, avranno lo scopo di favorire l’implementazione di moduli.
    La disseminazione rappresenta, quindi, uno strumento fondamentale e imprescindibile e verrà  adeguatamente sostenuta, per valorizzare l’esperienza fatta e per contribuire ad aumentare la consapevolezza dell’importanza dell’approccio CLIL per le nuove generazioni.

    Pina Roccaro, docente referente CLIL

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