Verso un nuovo concetto di valutazione

  Scritto da Admin  11/02/2015
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La nostra scuola è in grave ritardo nel definire un sistema di valutazione non imbrigliato in una logica matematica ma ispirato al buon senso e all’equilibrio il cui obiettivo principale è quello di rimotivare e incuriosire le persone e non di ferirle.
La scuola dovrebbe essere il luogo elettivo per l’errore.
Non per enfatizzare tale evenienza, ma nel momento della difficoltà, nel momento in cui si sbaglia o non si riesce a trovare una soluzione, il messaggio che deve arrivare ai nostri ragazzi è il seguente: «Attenzione, così non va bene! Ma, tranquilli siete nel posto giusto e ora vi diciamo cosa dobbiamo fare, o meglio, lo scopriamo insieme».

La valutazione formativa, che rappresenta il cuore delle strategie dell’apprendimento, deve porsi l’obiettivo di rimotivare le persone e non di ferirle.
A volte, i voti e i giudizi che gli insegnanti trasmettono, sembrano quasi materializzare un percorso per le proprie frustrazioni, preoccupazioni e aspettative tradite. In questo campo, quello della valutazione, senza affidarsi a riforme o a direttive ministeriali, si può fare una rivoluzione. Subito e con poco. Serve solo un pizzico di equilibrio, buon senso e  autorevolezza.
Noi adulti, genitori e insegnanti, abbiamo il dovere di dare direzione alle nuove generazioni, trasmettendo esperienze, conoscenze, competenze, valori e regole. Ma con un respiro pedagogico. Con la consapevolezza che i nostri messaggi arrivano a destinazione solo se i nostri adolescenti si sentono apprezzati e stimati.

Invitiamo alla lettura di alcuni articoli e pubblicazioni presenti in rete:

Perché la scuola come è organizzata non favorisce l’apprendimento?

Studiare tanto e imparare poco: il gap digitale della Scuola italiana

La scuola è una gabbia

Far lezione valutando

La scuola che non sa scrivere


 

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