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    Un testimone del nostro tempo: BRUNO SEGRE Stampa E-mail
      Scritto da Prof.ssa Chiara Morana   07/02/2015
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    27 Gennaio 1945 l’Armata Rossa apre i cancelli di Auschwitz!

    Da questo momento in poi l’intera umanità mondiale verrà a conoscenza della Shoah.

    Ma cos’è la Shoah?

    La risposta è data al nostro auditorium dal professore Bruno Segre, ebreo, intellettuale del nostro “tempo” che ha con piacere accettato l’invito del “M.Bartolo” per la commemorazione della 70^ giornata della Memoria. Il nostro ospite inizia la sua testimonianza premettendo la netta distinzione tra il termine olocausto e Shoah, il primo di origine greca sta ad indicare il sacrificio che si compiva immolando sull’altare animali-sacrificali ad una divinità, il secondo volto ad indicare il genocidio, lo sterminio degli ebrei  d’Europa dal 1933 al 1945. Il professore Segre prosegue il suo racconto storico circoscrivendolo alle comunità ebraiche che hanno abitato l’ “isola della rugiada divina” cioè l’Italia secondo la dolce immaginosa etimologia ebraica del nome, facendo riferimento allo statuto albertino del 1848 con il quale Carlo Alberto riconosceva diritto di cittadinanza alla comunità ebraica residente nel Regno Sabaudo, dato che fino ad allora i giudei-italici erano raccolti nei quartieri o ghetti ebraici; l’ultimo cancello ad essere abbattuto fu quello del ghetto di Roma con la breccia di Porta Pia del 1870. L’avvento del neo Regno italiano sembra dare legittimità anche alle comunità cittadine di ebrei da Roma a Venezia, Milano, Palermo, Mantova, Ferrara, Livorno e lo scenario internazionale sembra sostenere il progetto sionista. Ma il sogno s’infrange con il dissolversi del liberalismo:1935 leggi di Norimberga-1938 l’Italia fascista le approva!

    Per la famiglia Segre, come per tutti gli ebrei d’Italia, il provvedimento del duce segna l’inizio di una non-vita fatta di clandestinità, paura, fame, ma anche di solidarietà e filantropia, tutto nella totale oscurità  di ciò che accadeva ai loro fratelli nell’Europa orientale trasferiti verso i campi di concentramento e di sterminio. La Shoah si compiva all’interno di una quotidianità “normale”, nell’indifferenza del cittadino comune e nell’azione meccanica di chi sottoposto ad eseguire ordini fosse più o meno ignaro di ciò che stesse accadendo.

    Le vittime come i carnefici sono ben definiti fin dal 1933, ciò che ancora oggi non trova una spiegazione logica è il perché ciò accadde. L’uomo Segre, intellettuale, filosofo, ebreo, pone due considerazioni: non si può trovare risposta al perché della Shoah in quanto fuori dalla razionalità pensante e quindi è inutile cercare spiegazioni storiche; ma allo stesso tempo non si può condannare come aguzzini tutto il popolo tedesco perché tra  loro operarono coloro che Gerusalemme ha indicato con l’appellativo di Giusti delle Nazioni:uomini che non persero la capacità di pensare e deliberarono un giudizio riflettente circa tali eventi, pharmakos per prevenire il male, attività pensante che necessità solo di essere coltivata  quotidianamente nel ricordo della Shoah!


     

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